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domenica, Maggio 19, 2024
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Il Risiko della camorra di Ponticelli, la faida combattuta in 6 fortini

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La faida di Ponticelli può essere compresa anche alla luce della posizione delle roccaforti dei clan in lotta, infatti, i raid sono stati condotti nei territori dei rivali. Dunque il quartiere di Napoli può essere suddiviso come in una sorta di tabellone del Risiko che tiene conto dei fortini dei clan: in via Luigi Franciosa e strade limitrofe, zona indicata anche come “aret’ ‘a Barra”, è insediata la famiglia Casella. Nel rione Fiat si trova la famiglia De Martino, detta “XX“, costola dei Bodo.

Il clan De Luca Bossa è presente sia nel Lotto 10 che in quello Zero. Storicamente nel parco Conocal c’è la famiglia D’Amico, i cosiddetti Fraulella. Infine la famiglia De Micco agisce tra via Crisconio, viale Margherita e zone limitrofe.

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LA GUERRA TRA I CLAN

Nel settembre 2020 gli affiliati al gruppo di Francesco De Martino rifiutarono la posizione di subalternanza imposta dai De Luca Bossa-Minichini-Casella. Inoltre il cartello criminale non volle di ridiscutere la divisione degli incassi illeciti e le cosiddette mesate alle famiglie dei detenuti. Dopodiché i De Martino non rispettarono i patti relativi alla spartizione degli incassi dalle estorsioni e delle piazze di spaccio di Ponticelli.

Ecco che il gruppo degli XX iniziò ad agire senza l’autorizzazione dei vertici delle 3 famiglie e non pagò più le quote agli altri clan. L’espulsione e l’estromissione dei De Martino dagli affari illecito provocò lo scontro armato con i Minichini-De Luca Bossa-Casella.

Duplice omicidio a Ponticelli, il killer collabora con la Procura: ritrova una pistola

Mercoledì sera gli agenti della Squadra Mobile e i militari del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Antonio Pipolo, 27enne nato a Napoli, in quanto gravemente indiziato di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e di duplice omicidio.

L’uomo legato al clan De Micco-De Martino si è presentato ieri mattina presso la Procura della Repubblica di Napoli per rendere dichiarazioni in merito alla sua responsabilità in ordine al duplice omicidio di Carlo Esposito e l’operaio innocente Antimo Imperatore, maturato nell’ambito di conflittualità interne tra clan. Le indicazioni fornite ieri da Antonio Pipolo hanno permesso il ritrovamento dell’arma molto verosimilmente utilizzata per il duplice omicidio.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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