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sabato, Luglio 13, 2024
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Ucciso a Ponticelli come un boss, le ipotesi dietro l’omicidio Matteo

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E’ stato ammazzato nel ‘feudo’ di uno dei due clan in lotta da mesi, i De Luca Bossa, eppure il suo omicidio potrebbe non essere legato alla faida di Ponticelli. Gennaro Matteo, il 35enne ucciso un mese e mezzo fa nei pressi del Covid Center dell’Ospedale del Mare, potrebbe aver pagato con la vita uno ‘sgarro’. Questa l’ipotesi che gli investigatori tengono, almeno per il momento più in considerazione, considerando anche i precedenti dell’uomo (sei anni fu fu trovato in possesso di una pistola con due giovanissimi non organici a nessun clan nonchè l’inchiesta per estorsione insieme ai fratelli Attanasio). L’altra pista è quella che fa riferimento esclusivamente alle rivalità tra gruppi contrapposti nella periferia orientale di Napoli. Secondo le prime ricostruzioni Matteo aveva frequentazioni nel sottobosco criminale del lotto O e potrebbe aver pagato uno sgarro negli ambienti di mala divenendo un bersaglio facile.

La ricostruzione dell’omicidio di Gennaro Matteo a Ponticelli

Secondo la prima ricostruzione Matteo è stato colpito da dieci colpi tra il torace, il collo e l’addome. Stava percorrendo con la sua auto via Luca Pacioli quando i killer (forse due) lo hanno travolto con la loro pioggia di piombo. inutili i soccorsi e il trasporto nel vicino Ospedale del Mare dove Matteo è morto subito dopo il ricovero. Il dato che fa maggior impressione è costituito dal fatto che i carabinieri avrebbero repertato soltanto un bossolo, segno evidente che la maggior parte dei colpi è andato a segno, chiara manifestazione di volontà che il commando lo voleva morto. Ancora da capire però, se sgarro è stato, che tipo di ‘affronto’ possa aver fatto Matteo per essere ucciso in maniera così cruenta.

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