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giovedì, Ottobre 6, 2022
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“Assumiamo i licenziati di Domino’s”, l’annuncio della Pizzeria da Michele


L’Antica Pizzeria da Michele in the world accoglie l’invito di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde e già ministro, e offre posti di lavoro ai dipendenti che l’hanno perso a causa della recentissima chiusura di Domino’s in Italia“. Così Alessandro Condurro, Amministratore della Michele in the world e segretario dell’Unione Pizzerie Storiche “Le Centenarie”, esprime il proprio dispiacere per le attività commerciali della catena che hanno definitivamente abbassato la propria saracinesca.

Attualmente, l’Antica Pizzeria da Michele in the world è presente, a livello mondiale, con 26 sedi: in Italia a Napoli, Salerno, Milano, Verona, Firenze, Bologna, tre a Roma, Lecce e Palermo, in Europa a Barcellona, Berlino, Amburgo, due a Londra e Manchester, in Giappone a Tokyo, Fukuoka e Yokohama, negli Emirati Arabi con due sedi a Dubai, in Arabia Saudita a Riyad, Al Khobar e Gedda, negli Stati Uniti a Los Angeles. Le sedi stagionali attualmente aperte sono Crotone, Como, pressi l’Holton Hotel, e Venezia, all’Hotel Excelsior. Tra le prossime aperture previste: Santa Barbara negli Stati Uniti e Bari.

La pizza con l’ananas non piace agli italiani, Domino’s dichiara fallimento

La catena americana Domino’s Pizza chiude i battenti dei suoi negozi italiani dopo sette anni e se ne va con la coda fra le gambe. È quanto riporta il Financial Times. Il partner in franchising italiano del marchio di fast food, ePizza SpA, che gestiva 29 filiali in tutto il paese, ha lottato per conquistare “i clienti esigenti nella patria della pizza” e ha infine dichiarato fallimento all’inizio di quest’anno. Nell’ambito di una procedura concorsuale, è stata concessa una protezione giudiziaria di 90 giorni dai suoi creditori, che ha impedito loro di chiedere rimborsi o sequestrare i beni aziendali, scaduta il mese scorso.

Nelle dichiarazioni ufficiali si legge che “la pandemia di Covid-19 e le successive restrizioni prolungate hanno gravemente danneggiato ePizza”, ma il presidente e maggiore azionista Marcello Bottoli si è rifiutato di commentare quando contattato dal Ft.

Secondo il giornale, la notizia della chiusura di Domino in Italia è un’altra indicazione delle alterne fortune dei marchi di ristoranti statunitensi che sperano di avere successo tra i consumatori italiani. Un altro esempio è Starbucks, accolta inizialmente con scetticismo, che ora però sarebbe in procinto di aprire due nuove filiali a Firenze e Roma dopo il successo a Milano.

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