Tra le ‘entrate’ criminali dei D’Ausilio spiccava anche il racket imposto ai travestiti di Agnano. Un business che nel periodo in cui non era in carcere era gestito direttamente dal ras Alessandro Giannelli. A descrivere ai magistrati le quote stabilite e le minacce che il clan imponeva ai trans è stato il collaboratore di giustizia Gianluca Noto, vera ‘voce di dentro’ del clan dell’area flegrea. In un verbale del gennaio del 2018 Noto ha spiegato cosa accadde in quel periodo:

«Ricordo che quando uscii dal carcere mi incontrai con il Massa che mi disse che i travestiti di Agnano pagavano una tangente settimanale a Giannelli Alessandro fino al suo arresto. Era delegato alla raccolta dei soldi tale `Selvaggia” che prima fu picchiata da Giannelli che prese anche la sua macchina e poi le delegò tale compito. Per cui il Massa mi propose di inserirmi in questo giro. Io gli chiesi di farmi incontrare questa “Selvaggia” che, tuttavia, non era più reperibile in quanto si era trasferita a Roma. Fabio Massa mi propose di rivolgermi a una sua parente tale “Lia”, altro travestito che lavorava su Agnano. Mi incontrai con questa Lia e mi accordai per una quota settimanale di 70 euro per travestito , soldi che una volta raccolti, la prima volta vennero consegnati a me tramite il Massa, mentre successivamente venivano consegnati direttamente a me da “Lia”. Dopo i soldi venivano consegnati a seconda dei casi a Davide Capuano che li recuperava quando andava a ritirare i soldi della vendita di coca, fumo, erba ad Agnano. Dopo un poco venni a sapere che Gaetano Fiorentino conosceva altro travestito, Maurizio, che abitava a Villaricca, e diedi a questo Maurizio il compito di raccogliere i soldi che a volte, poiché abitavo vicino, a Qualiano, me li portava direttamente a casa. Altrimenti altre persone preposte alla raccolta dei soldi dei travestiti erano luliano Diego, sua moglie, o Pappalardo Luigi. Quando è stato arrestato Felice D’Ausilio, Fiorentino Gaetano fece una riunione in una casa sua .a Villaggio Coppola, convocando tutti i travestiti . Ero presente anche io e il Fiorentino disse loro che il clan aveva bisogno di soldi e pertanto la quota sarebbe passata da 70 a 100 euro settimanali. Poichè io non ero d’ accordo in disparte dissi a Maurizio che avrebbero continuato a versare solo 70 euro».

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