Reddito di Cittadinanza, da lunedì 19 luglio si entra nella fase decisiva. LE NOVITA’

Dal 19 al 24 luglio prenderà il via la definizione delle procedure di contrattualizzazione dei 2.980 vincitori delle selezioni. I navigator lavoreranno a supporto dei Centri per l’impiego sulla base delle convenzioni che Anpal Servizi ha stretto con le Regioni. Dal 29 al 31 luglio sono poi previste tre giornate di orientamento a Cagliari, Palermo e Roma.

Dal 1° agosto partiranno due settimane di formazione sul territorio sotto la supervisione di un tutor di Anpal Servizi. Il percorso di formazione porterà alla iniziale definizione delle necessarie competenze, che verranno consolidate attraverso il completamento di una decina di moduli e un test finale di certificazione. I navigator dovrebbero essere quindi al lavoro nei Centri per l’impiego a partire da metà agosto.

I contratti prevedono un rapporto di collaborazione con durata fino al 30 aprile 2021 per un compenso lordo annuo di 27.338,76 euro, oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario per spese di viaggio, vitto e alloggio, sostenute per svolgere l’incarico.

Sempre a partire dal 19 luglio i Centri per l’impiego inizieranno a contattare i percettori del reddito di cittadinanza attraverso sms o email, per dare il via ufficialmente al percorso verso la sottoscrizione del Patto per il lavoro, che doveva partire un mese dopo il riconoscimento del sussidio, erogato a partire da aprile. Sono 330mila i percettori considerati “occupabili” che dovranno essere in possesso della Did (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro), compresi i componenti delle famiglie il numero sale a 660mila.

Coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza possono rinunciare all’ammortizzatore sociale compilando l’apposito modulo messo a disposizione dall’INPS. Le domande eventualmente già presentate con altre modalità verranno comunque lavorate, sempre che contengano tutti gli elementi previsti. Le indicazioni sono contenute nel Messaggio INPS n. 2662/2019.

=> RdC: dal 19 luglio Navigator operativi

Rinuncia al RdC

La legge che ha istituito il Reddito di Cittadinanza (dl 4/2019), in realtà «non disciplina la possibilità e le modalità di rinuncia al beneficio», sottolinea l’INPS. Che, di conseguenza, anche per andare incontro a molteplici richieste arrivate, ha acquisito lo scorso primo luglio 2019 il parere del ministero del Lavoro. Ecco le regole: la rinuncia al Reddito di Cittadinanza «si configura come unanime manifestazione di volontà del nucleo beneficiario». Può essere effettuata dal richiedente titolare della carta RdC, il quale dovrà dichiarare che l’istanza di rinuncia viene presentata in nome e per conto del nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso.

Modulo di rinuncia

Bisogna compilare il modulo SR183, pubblicato sul sito dell’istituto di previdenza, e presentarlo alle strutture territoriali INPS. La rinuncia comporta l’immediata disattivazione della carta rdc: quindi, se ci sono degli importi ancora inutilizzati, non saranno più spendibili. Altra precisazione importante riguarda coloro che prima del RdC percepivano il ReI, Reddito di Inclusione: la rinuncia al Reddito di Cittadinanza non comporta in ritorno al ReI.

Il modulo è molto intuitivo. Si compilano la parte dei dati anagrafici, inserendo anche la data in cui era stato richiesto il rdc e quella in cui il beneficio è stato riconosciuto (indicando gli estremi dei relativi documenti), e si inseriscono i dati di tutti i componenti del nucleo familiare.