Reddito di Cittadinanza di febbraio, domani arriva la ricarica ma non per tutti

Il 27 febbraio sarà inviata la ricarica del reddito di cittadinanza. L’Inps manderà l’accredito nella data solita, mentre coloro che hanno presentato la domanda da marzo 2019 a gennaio 2020 riceveranno il contributo nell’ultimo giorno del mese. A gennaio si è verificato un ritardo per la ricarica a causa dell’obbligo di certificazione dell’Isee, infatti, è slittata al 31 gennaio.

Dopo la domanda presentata nel marzo 2019 si riceverà l’undicesimo pagamento, se presentata ad aprile il decimo e così via. Per coloro che hanno presentato la domanda entro il 29 febbraio, la somma sarà accreditata a partire dal 15 marzo. I beneficiari dovranno attendere la mail e gli sms della Posta.

L’Inps ha precisato che le prime domande di reddito sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione (L. 26 del 2019) del Decreto Legge istitutivo. La Legge di conversione ha previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta.

Come ci viene riferito dal personale impiegato nelle operazioni, infatti, in queste ultime settimane sono diversi i nuclei familiari segnalati per non essersi presentati al primo appuntamento, durante il quale il centro per l’impiego verifica se ogni componente del nucleo familiare – tra quelli convocati – sia nella situazione di poter sottoscrivere il Patto di Lavoro oppure se sussistono le cause di esonero o esclusione.

Ebbene, nonostante i numerosi avvertimenti riguardo alle sanzioni previste per coloro che non ottemperano agli obblighi del reddito di cittadinanza, molte famiglie hanno deciso comunque di “stare sul divano” (citando le parole che furono di Di Maio) e di non presentarsi alla convocazione del centro per l’impiego che di fatto avrebbe comportato l’inizio della politica attiva prevista dalla misura.

Reddito di cittadinanza: per migliaia di beneficiari una mensilità in meno

Ci sono voluti mesi prima che l’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive) mettesse a punto la piattaforma da cui poter far partire le convocazioni – e le successive segnalazioni – dei beneficiari del nucleo familiare obbligati alla sottoscrizione del Patto per il lavoro.

Adesso che la piattaforma è pronta e che ogni convocazione è tracciata dalla stessa, è stato possibile inviare la segnalazione per coloro che dallo scorso settembre – mese in cui sono partite le convocazioni dei CPI – non hanno mai risposto ad alcuna convocazione.

Bisogna dire che per ogni regione sono state adottate delle tempistiche differenti, ma complessivamente sembra che in quasi tutte siano stati correttamente segnalati coloro che non hanno risposto alla convocazione. Si tratta di migliaia di beneficiari, i quali adesso vedranno l’importo del reddito di cittadinanza ridursi di una mensilità.