Reddito di Cittadinanza, novità per evitare la cancellazione del beneficio

L’Inps ha comunicato la data di pagamento della rata di febbraio del reddito di cittadinanza. Per tutti coloro i quali hanno presentato la domanda prima del 31 gennaio 2020, l’accredito ai beneficiari avverrà il 27 febbraio.

Entro il 31 gennaio, come noto, bisognava presentare la dichiarazione ISEE aggiornata per i percettori del reddito di cittadinanza dello scorso anno.

Chi non ha adempiuto a questa formalità, potrà ricevere il pagamento solo dopo la regolarizzazione della propria posizione.

1. Interoperabilità tra uffici responsabili dei controlli nei diversi Comuni
I requisiti di residenza che il richiedente il reddito di cittadinanza deve possedere al momento della
presentazione della domanda, sono riferiti all’intero territorio nazionale e pertanto il loro accertamento
richiede, in alcuni casi, la collaborazione tra i diversi Comuni nei quali il beneficiario ha risieduto. In nessun
caso, la mancanza del requisito di residenza in un dato Comune per almeno 10 anni di cui gli ultimi due in
modo continuativo è sufficiente ad accertare la mancanza del corrispondente requisito di residenza in Italia
per il periodo richiesto.
Come noto, i controlli dei requisiti di residenza e di soggiorno sono in capo al Comune di residenza
al momento della presentazione della domanda di accesso al Reddito di cittadinanza, di seguito
denominato “Comune di ultima residenza”, indicato dal richiedente nella domanda medesima. Anche
qualora si verificasse un successivo spostamento della residenza, la verifica del rispetto dei requisiti deve
essere, comunque, avviata dal comune nel quale il nucleo familiare risiedeva al momento della
presentazione della domanda, dovendo in ogni caso il requisito essere posseduto in primis a tale data, oltre
che mantenuto per l’intera durata del beneficio.
Per agevolare le funzioni di controllo, nel caso in cui i periodi di residenza nel Comune non siano
sufficienti a determinare il soddisfacimento dei relativi requisiti, come preannunciato, è stata rilasciata in
Piattaforma GePI la funzionalità che permette al Comune di ultima residenza, di assegnare al Comune di
precedente residenza la verifica di ulteriori periodi.
Il coordinatore dei controlli del Comune di precedente residenza assegnerà la verifica ad un

responsabile dei controlli, che procederà ad inserire nella piattaforma i periodi di residenza nel Comune e
salvare l’inserimento. Nel caso in cui la somma dei periodi fosse sufficiente al raggiungimento dei due
requisiti di residenza (residenza nel territorio nazionale per almeno 10 anni, anche non continuativi, e negli
ultimi due anni in modo continuativo), il responsabile dei controlli, utilizzando l’apposito pulsante, potrà
restituire l’esito del controllo al Comune di ultima residenza, affinché quest’ultimo possa procedere alla
finalizzazione in piattaforma degli esiti delle verifiche. Nel caso contrario, invece, potrà a sua volta
assegnare la verifica ad altro Comune di precedente residenza, che seguirà le medesime procedure.
Qualora, in qualunque momento, non sia possibile individuare il Comune di precedente residenza,
ai fini del controllo del requisito dei 10 anni, il Comune che ha in carico il controllo potrà assegnare la
verifica al Comune di nascita del beneficiario, se nato in Italia. Rientra in questo ambito anche il caso di
richiedenti che risultino sconosciuti all’anagrafe del Comune di ultima residenza indicato nella domanda.
Qualora per completare l’accertamento risulti necessario chiedere informazioni al cittadino – ad
esempio in presenza di un periodo di residenza all’estero che interrompa il processo a ritroso di
identificazione del Comune di precedente residenza, si potrà rimandare al Comune di ultima residenza per
la sua convocazione. Nel caso in cui tale Comune non coincida con quello di attuale residenza, il Comune
di ultima residenza potrà inoltrare al Comune di attuale residenza (ove conosciuto) la valutazione del caso,
utilizzando il medesimo pulsante che si utilizza generalmente per l’invio ai Comuni di precedente residenza.
Al momento della convocazione, il Comune di attuale residenza dovrà farsi comunicare eventuali
Comuni di precedente residenza non già identificati in piattaforma, ai fini della assegnazione ai citati
Comuni delle verifiche, che avverranno con le modalità sopra descritte.
Resta fermo che le segnalazioni all’INPS per la mancanza del/dei requisiti di residenza spetta al
Comune di ultima residenza indicato nella domanda di accesso al Reddito di cittadinanza, anche se tale
segnalazione rappresenta l’esito delle verifiche effettuate da altri Comuni.
2. Utilizzo delle sezioni dei controlli di residenza in Piattaforma
Questa procedura di verifiche a ritroso, come previste dall’Accordo in Conferenza Unificata del 4
luglio 2019, richiede ai Comuni di attuare i controlli su due categorie di beneficiari: i propri residenti ed i
residenti di altri Comuni che in passato hanno risieduto nel Comune, per i quali viene chiesta la verifica
degli ulteriori periodi di residenza. A tal fine si rappresenta che in Piattaforma GePI sono presenti 2 sezioni
diverse, una denominata “Elenco pratiche”, per i controlli relativi ai beneficiari residenti nel Comune, l’altra

denominata “Elenco pratiche da altri Comuni”, per riportare i periodi di residenza nel Comune dei
beneficiari attualmente residenti altrove, trasmessi da altri Comuni attraverso la piattaforma.
3. Accesso ai dati di contatto
Nel caso in esito all’applicazione della procedura sopra indicata non fosse possibile definire con
certezza il possesso o meno dei requisiti, come sopra illustrato, sarà necessario convocare il beneficiario
per raccogliere ulteriori informazioni.
A questo fine, a breve sarà rilasciata in piattaforma una funzionalità per l’accesso su richiesta ai
contatti del cittadino da parte dei responsabili dei controlli anagrafici. L’accesso ai contatti avverrà in
modalità tracciabile a garanzia della tutela dei dati personali.
4. Invio delle segnalazioni per le sanzioni
Come sopra chiarito, il controllo dei requisiti di soggiorno e residenza va effettuato dal Comune di
ultima residenza indicato nel modulo di domanda per l’accesso al Reddito di cittadinanza. Lo stesso
Comune, per il tramite della piattaforma GePI, dovrà segnalare all’INPS l’eventuale mancanza di requisiti
ai fini dell’erogazione della sanzione.
Al termine del processo di accertamento descritto nel punto 1, dopo aver esperito tutte le necessarie
verifiche, il responsabile dei controlli potrà finalizzare l’esito dell’accertamento indicando in piattaforma il
possesso o la mancanza del requisito. In quest’ultimo caso l’esito andrà sottoposto al coordinatore dei
controlli anagrafici per l’approvazione e la trasmissione all’INPS ai fini dell’applicazione delle sanzioni.
Qualora il coordinatore voglia acquisire maggiori informazioni prima di confermare l’invio della
segnalazione, dovrà farlo fuori sistema, interloquendo con il responsabile dei controlli che ha effettuato
l’accertamento. Per ragioni legate alla tutela della privacy, infatti, l’accesso completo ai dati anagrafici dei
beneficiari nell’ambito della piattaforma è limitato ai responsabili dei controlli.
Quando il responsabile dei controlli digiterà l’icona per la trasmissione della segnalazione della
mancanza del requisito al coordinatore dei controlli anagrafici ai fini dell’approvazione, comparirà la
richiesta di confermare la volontà di inviare la segnalazione. Similmente, quando il coordinatore digiterà
l’icona per approvare la segnalazione e trasmetterla all’INPS, comparirà la richiesta di confermare la
volontà di inviare la segnalazione di mancanza del requisito all’INPS. In entrambi i casi verrà altresì
evidenziata la tipologia di sanzione prevista.