Si va verso un nuovo aggiornamento del vertice tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione per ultimare le decisioni del governo sulle nuove strette per Natale e il periodo festivo. Sul fatto che si vada verso misure più restrittive ci sono pochi dubbi ma la discussione, si apprende da fonti del governo, non è chiusa. La riunione – che sta per terminare – ha deciso di aggiornarsi per permettere la partecipazione anche della rappresentante di Italia Viva, Teresa Bellanova, in queste ore di rientro da Bruxelles.

L’opposizione di Giuseppe Conte

Non è ancora stato definito l’orario del nuovo vertice che a questo punto potrebbe tenersi tra stasera e domani

l premier Giuseppe Conte si sarebbe opposto alle misure che puntano a limitare il contagio attraverso l’istituzione di una zona rossa nazionale per tutto il periodo delle feste. Per il capo del governo, le misure attualmente in vigore hanno funzionato e il modello utilizzato finora non va modificato. E spera di evitare la zona rossa anche per lasciare aperti i negozi durante le feste. Con il compromesso, resterebbero aperti almeno dal 28 al 30 dicembre e dal 4 gennaio in poi.

Il governo “visto che tra il 24 dicembre e il 7 gennaio c’è un rallentamento sostanziale della vita e quindi c’è rischio di aggregazioni non necessarie, ha pensato di dare un’ulteriore botta alla curva dei contagi mandando in rosso il Paese. Hanno chiesto a noi governatori cosa ne pensavamo e siamo stati abbastanza contenti. Era l’unico modo per non rischiare dal 7 gennaio in poi una esplosione dei contagi” Covid, ha detto il governatore pugliese Michele Emiliano.

Servono misure da zona rossa per tutte le feste di Natale, almeno fino alla Befana.

E’ quanto avrebbe chiesto il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso della riunione tra governo e Regioni; una posizione condivisa dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia e da quello della Salute Roberto Speranza e dai rappresentanti di Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise. “Se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con un plateau troppo alto”, ha detto Zaia.

Ma c’è un braccio di ferro con chi vuole una linea morbida. Per cambiare le ‘regole’ di Natale “è assolutamente tardi e siamo partiti con delle regole già di per sé piuttosto assurde”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Adesso parliamo di ulteriori interventi normativi che cambiano il quadro, dove ce n’è bisogno io sono anche per fare la ‘zona viola’, non solo la zona rossa. Ci mancherebbe altro, dobbiamo preservare la salute dei cittadini. Ma dove non c’è bisogno, non vedo perché si debba fare una stretta ulteriore”, ha affermato Toti invitando nuovamente il Governo a non prendere misure omogenee a livello nazionale.

Stretta sul Natale, ‘Italia rossa fino alla Befana’: ma Conte cerca il compromesso

“Non vedo perché imporre alla Liguria una zona rossa per Natale quando i liguri in queste settimane si sono impegnati e sacrificati per far calare la curva del contagio e farci arrivare in piena zona gialla”aggiunge Toti a ‘L’aria che tira’ su La7. “Ci siamo dati delle regole i primi giorni di dicembre, decidendo di dividere il Paese in zone. Quelle regole hanno funzionato per contenere il covid. Non vedo perché cambiarle ora, alla vigilia delle festività natalizie”, commenta. L’ipotesi di mediazione del premier Conte

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