Terremoto, colera e guerre: cosa succede quando non si scioglie il sangue di San Gennaro

Si è ripetuto, a Napoli il prodigio del miracolo di San Gennaro. L’annuncio della liquefazione del sangue è stato accolto alle 10.04, nel Duomo affollato, da un lungo applauso dei fedeli e da grida di giubilo. Il ripetersi del miracolo è letto come un buon auspicio per Napoli e la Campania. Il miracolo avviene tre volte l’anno: a settembre, nel giorno di S.Gennaro, nel sabato che precede la prima domenica di maggio,a dicembre. “Vi do la bella notizia – ha detto il cardinale Crescenzio Sepe- il sangue è sciolto”.

Cosa succede quando il sangue non si scioglie?

  • Ma cosa succede quando non viene fatto “o’ miracolo”, ossia quando l’arcivescovo – il sacerdote deputato a compiere il rito – prende in mano l’ampolla ma il sangue non si scioglie?

    La non liquefazione del sangue è un pessimo presagio per Napoli e la Campania. Ogni volta che il sangue non si è sciolto, che il “miracolo” non si è compiuto, si sono verificati terribili eventi in tutto il Paese, non solo nel capoluogo campano: per i credenti questa non è una mera coincidenza. Ad esempio, nel 1939 e nel 1940, in corrispondenza dell’inizio della seconda guerra mondiale, il sangue non si è sciolto. Oppure nel 1973, quando Napoli era soggiogata dal colera, il miracolo non ci fu e la liquefazione del sangue non avvenne. E così accadde anche nel 1980, l’anno del terribile terremoto in Irpinia.

  • Del resto, ogni volta che il sangue non si è sciolto sono accaduti avvenimenti tristemente passati alla Storia. L’ultima volta era il 1980, anno del devastante terremoto dell’Irpinia. Prima ancora nel settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli. E andando indietro nel tempo: settembre del 1943, data dell’occupazione nazista, nel settembre del 1939 e del 1940, in corrispondenza con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale e dell’entrata nel conflitto dell’Italia, solo per ricordare le disgrazie del Novecento.