Baia di Trentaremi, la bonifica è un atto dovuto

(Vista dall'alto della Baia di Trentaremi - Google)

Negli ultimi mesi, una delle spiagge più suggestive di Napoli è tornata sotto i riflettori. Viene citata da LIBERATO in uno dei suoi pezzi di maggior successo. Anche per questo, la spiaggia – come tutto il Parco della Gaiola – è uno dei luoghi più gettonati della città. Parliamo della spiaggia di Trentaremi, chiaramente. Se non l’avete ancora visitata, forse avete una scusante. Esatto, una scusante. La spiaggia è incredibilmente posta sotto sequestro dal lontano 2014. Quattro anni fa, la Capitaneria di Porto indicò la chiusura dell’area per la presenza di rifiuti tossici (tra cui amianto) sversati negli anni ’50 e ’60. Come specifica La Repubblica – Napoli, “una parte del costone, sotto il Parco Virgiliano è una montagna di rifiuti speciali. La prima denuncia risale al 1960, quando Italia Nostra richiamò l’attenzione sullo stato dell’intera area”.

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La spiaggia di Trentaremi, vista da un kayak – Tripadvisor

Lo stato di salute della spiaggia e del fondale marino è risultato pesantemente compromesso. Nel tempo, si sono ripetute analisi e valutazioni tecniche, con l’obiettivo di delineare una soluzione praticabile e a breve termine. Ma, stando alle parole di Maurizio Simeone, presidente del Centro studi Gaiola, che gestisce l’area marina su incarico della soprintendenza, le cose stanno per cambiare. Infatti: «Stavolta grazie alla sezione Ambiente della capitaneria di porto di Napoli e al giudice Manuela Persico, si è creato un tavolo tecnico efficiente».  Coinvolti Regione, Città metropolitana, Comune, Autorità portuale, capitaneria di porto, Asl e Arpac. In breve, la Città metropolitana si occuperà del costone, mentre la capitaneria garantirà la realizzazione della bonifica. Non possiamo che augurarci la buona riuscita del ripristino dell’area, gioiello della città di Napoli.