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Vaccino bronchiolite negato ai bambini del Sud, arriva il dietrofront del ministero

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Il dietrofront del ministero della Salute dopo la risposta dell’opposizione alle dichiarazioni di mercoledì scorso sui vaccini ai bambini del sud Italia.

“Così si creano bambini di serie A e B”

Mercoledì scorso il ministero della Salute in una circolare inviata ai soli direttori sanitari delle 6 Regioni soggette ai piani di rientro dai disavanzi nella sanità, quasi tutte del Sud tra cui la Campania, scrive che l’anticorpo monoclonale Nirsevimab-Beyfortus, utilizzato per la cura della bronchiolite in età pediatrica, non può essere somministrato gratuitamente. Questo perché il farmaco non rientra nei livelli essenziali di assistenza. La decisione del ministero ha subito suscitato reazioni da parte della politica e dai rappresentanti della sanità pubblica.

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La scelta del Ministero di assicurare la gratuità delle cure ai bambini in base alla residenza è apparsa estremamente discriminatoria. Il primo a sollevare il caso è stato il presidente della commissione Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati: “La lettera dice cose impossibili da credere. Dice che un innovativo anticorpo monoclonale contro la bronchiolite, causata dal virus respiratorio sinciziale (VRS), non può essere somministrato gratuitamente ai neonati e bambini di Puglia, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia, mentre può essere tranquillamente somministrato ai neonati e bambini di tutte le altre regioni. Un’assurdità solo a pensarla ma impressionante a vederla scritta su una carta intestata del Ministero“.

Il dietrofront del Ministero sui vaccini 

Il responsabile Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino, in una nota ha rilanciato: “Siamo molto preoccupati dalla decisione del governo di selezionare la possibilità di poter curare una bronchiolite subordinandola al luogo di residenza dei bambini, questa decisione va ad incidere non solo sulla capacità di cura ma crea anche una disparità sulla base della residenza e del portafoglio“.

Nel primo pomeriggio di ieri il Ministero fa quindi dietrofront; il vaccino anti-bronchiolite sarà distribuito gratuitamente in tutte le regioni italiane: “Abbiamo avviato i contatti con l’Aifa al fine di rendere disponibile in tutte le Regioni, a carico del Servizio sanitario nazionale e dunque senza oneri per i cittadini, l’anticorpo monoclonale Nirsevimab contro il virus respiratorio sinciziale nei bambini, che può evolvere in casi di bronchiolite anche gravi” si legge in una nota del ministero.

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