Vengono dimessi lo stesso giorno dall’Ospedale Cotugno dopo il ricovero di un mese perché affetti da Coronavirus tornando oggi ad abbracciarsi, alla fine di una degenza che li ha tenuti lontani sebbene le loro stanze in cui erano confinati fossero distanti soltanto pochi metri. I protagonisti di questa storia sono Antonio e Giovanni A. padre e figlio napoletani, di nuovo a casa da questo pomeriggio perché guariti da Covid-19.
La storia
Giovanni A. guardia giurata di 34 anni, abita con la moglie e il loro figlio – che si auto isolano subito, un comportamento davvero ammirevole – al parco Ice Snei di Miano. Il giorno 7 marzo l’uomo viene colpito da un attacco febbrile. Per oltre una settimana resta in casa con la temperatura corporea che risale e scende di continuo grazie all’assunzione di tachipirina. Il giorno 16 marzo, però, alla febbre si aggiunge anche la tosse. Giovanni decide così di chiamare un’ambulanza per farsi visitare. L’esito del tampone effettuato all’ospedale Cotugno non lascia dubbi: positività al Coronavirus. Da quel giorno, appunto il 16 marzo, la guardia giurata viene ricoverato al nosocomio specializzato in malattie infettive in sub intensiva. Alla sofferenza di restare obbligatoriamente lontani da moglie e figlio, sentiti soltanto grazie alle videochiamate, se ne aggiunge un’altra: dal 18 marzo al Cotugno arriva anche il papà di Giovanni, Antonio A. di 62 anni, con sintomi simili a quello del figlio. Anche il genitore viene ricoverato in sub intensiva e ci resta ricoverato come suo figlio per un mese e a sole poche stanze più in là. I due, ovviamente, non possono incontrarsi nonostante siano sullo stesso pianerottolo. Un destino beffardo.
Le cure
Al Cotugno l’equipe medica attua le cure del caso a Giovanni e Antonio, che restano sempre in discrete condizioni e coscienti. A distanza di un mese, dopo il costante supporto dei sanitari, i due sono sottoposti nuovamente ai test con tamponi che confermano la negatività di entrambi da Covid 19: padre e figlio sono guariti e possono essere dimessi dall’ospedale. E siamo all’epilogo. Attorno alle 14 di oggi, con una scena davvero commovente, ritratta in un video, medici ed infermieri del Cotugno applaudono emozionati all’abbraccio tanto agognato tra padre e figlio, che può avvenire senza timori. «Potete andare a casa» si sente dire dal personale medico dell’ospedale. A Giovanni i condomini del parco Ice Snei di Miano, affacciati dai propri balconi, danno il bentornato sulle note di “Abbracciame’’ di Andrea Sannino mentre papà Antonio torna nel comune nell’hinterland napoletano dove vive, anche lui evidentemente felice. Tutti e due dovranno osservare un periodo di isolamento domiciliare di altre due settimane. A tenere costantemente aggiornati sulle condizioni di Giovanni e del papà, in questi 30 giorni e più, i rappresentanti dell’associazione Miano Protagonista. «Siamo davvero tutti emozionati per il ritorno a casa nello stesso giorno di padre e figlio – afferma Lella Apredda – Sono stati dei guerrieri e hanno vinto la loro battaglia».
Il ringraziamento
Cercando di non essere troppo invadenti, sentiamo al telefono Giovanni. «Sono ancora un po’ frastornato – dice nel tragitto di ritorno in auto guidata dalla moglie che lo sta riportando a casa dal Cotugno – Il dispiacere più grande è stato non poter vedere nessuno dei miei familiari, a partire da mio figlio. Per il resto non sono mai stato davvero a rischio della mia vita grazie ai medici del Cotugno che sono stati eccezionali. Sono persone meravigliose, oltre che dei professionisti serissimi. In molti stanno dando una mano ai pazienti colpiti da Coronavirus nonostante fossero assegnati ad altri reparti. Io sono la dimostrazione che da questo male si può guarire. Ora – conclude Giovanni – dopo i 14 giorni di isolamento a casa spero di tornare al mio lavoro quanto prima».
