Omicidio Melania Rea, la figlia cambia cognome e “cancella” Parolisi dalla sua vita

Melania Rea, la piccola Vittoria e Salvatore Parolisi

All’età di 11 anni, Vittoria la figlia di Melania Rea, ha deciso di cambiare il cognome, di cancellare quello di suo padre, Salvatore Parolisi, e di farsi chiamare – anche per l’anagrafe – con il cognome della madre. Da oggi, la piccola, affidata ai nonni materni, si chiamerà Vittoria Rea. Il giudice ha infatti ‘approvato’ il cambiamento voluto dalla giovanissima. Una scelta dettata dalla voglia di cancellare, anche dal suo nome, le tracce dell’uomo condannato per il feroce omicidio della sua giovane mamma. Ad anticipare la notizia è stato il giornalista Gian Pietro Fiore. (IL POST https://www.facebook.com/gianpietrofiore75/posts/191053355897230)

 

Nell’aprile di 9 anni fa, Melania Rea fu uccisa con trentacinque coltellate dal marito, ex militare, Salvatore Parolisi. Per mesi l’uomo ha tentato di depistare le indagini fino alla ricostruzione della verità. La piccola Vittoria all’epoca aveva appena 18 mesi ma, secondo quanto ricostruito dai giudici, si trovava a pochi metri dalla scena del crimine. Era infatti adagiata sul seggiolone della macchina mentre la madre veniva barbaramente trucidata da Parolisi.

La nuova vita di Salvatore Parolisi dopo la morte di Melania Rea

Nuova vita per Salvatore Parolisi. L’ex militare di Frattamaggiore condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di sua moglie Melania Rea, oggi ha scontato metà della pena detentiva e avrebbe intrapreso una relazione con una donna da circa tre anni. Ritenuto un detenuto modello – come riporta il settimanale ‘Giallo’ – oggi lavora da centralinista nel carcere di Bollate, dove è ristretto. Nel frattempo ha maturato il diritto di lasciare il carcere per motivi di lavoro o studio.

L’ex caporalmaggiore, infatti, è iscritto alla facoltà di giurisprudenza e potrà lasciare il penitenziario, come prevede la legge, per periodi variabili da un’ora a 15 giorni consecutivi, per un massimo di 45 giorni l’anno. Da tempo l’ex militare riceve le visite di una donna, sua coetanea. La conoscenza durerebbe da circa tre anni, con contatti regolari che vanno avanti da quando il militare era recluso nel carcere di Pavia.

Nel 2016 fu degradato ed espulso dall’Esercito, azione che ha avuto come effetto il trasferimento dal carcere militare a quello civile, prima a Pavia e poi a Bollate. Nel 2017 ha perso la patria potestà della figlia Vittoria, che a soli 18 mesi assistette all’omicidio della madre. Oggi Vittoria è affidata ai nonni materni, coi quali vive a Somma Vesuviana, comune natale di mamma Melania.

Nuova vita per Salvatore Parolisi: studia e ‘frequenta’ una donna. Ora può uscire dal carcere