Will Smith e la moglie Jada Pinkett
Will Smith e la moglie Jada Pinkett

A sentirli parlare, il segreto del loro rapporto è proprio la liberta. In tutti i sensi. Perché Will Smith e Jada Pinkett sono sposati dal 1997 e hanno due figli (Jaden di 22 anni e Willow di 20) e in tutti questi anni non hanno mai fatto segreto di crisi e tradimenti. Ma nonostante questo, il loro rapporto non è mai naufragato, perché la trasparenza – anche in quanto a rapporti extraconiugali – ha fortificato la loro unione. E l’attore di Hollywood è tornato a parlarne in occasione della copertina che GQ gli ha dedicato per il numero di novembre.

Will Smith: “Il matrimonio non può essere una prigione”

“Jada non ha mai creduto nel matrimonio convenzionale, aveva membri della famiglia che avevano una relazione non convenzionalespiega Will Smith -. Quindi è cresciuta in un modo molto diverso da come sono cresciuto io. Ci sono state discussioni infinite e significative su cosa sia la perfezione in una coppia. E, per gran parte della nostra relazione, la monogamia è stata ciò che abbiamo scelto, non pensando però alla monogamia come alla perfezione. L’importante è darsi fiducia e libertà a vicenda perché il matrimonio non può essere una prigione”.

I tradimenti e l’harem di donne 

Jada aveva già confessato al marito di aver avuto una relazione con il cantante August Alsina mentre su Will Smith nel corso degli anni si sono succedute diverse voci su avventure con delle colleghe. “Non suggerisco a nessuno la nostra stradaha spiegato l’attore Ma le esperienze di libertà che ci siamo dati l’un l’altro e il sostegno incondizionato, per me, sono la più alta definizione di amore. Abbiamo fatto tutto il possibile per allontanarci l’uno dall’altro. Solo per realizzare che non è possibile”. L’attore racconta di aver sempre sognato di avere un harem di donne. E fa anche i nomi, parlando dell’attrice premio Oscar Halle Berry o della ballerina Misty Copeland oppure del suo life coach Michaela Boehm: “Ne abbiamo parlato molto e abbiamo pianificato l’harem. Era un esercizio liberatorio. All’inizio pensavo fosse una cosa orribile avere di questi pensieri, poi ho ripulito la mia mente, e ho capito che era giusto essere me stesso. Giusto pensare che Halle fosse attraente. Non mi rendeva una persona cattiva pensare che Halle fosse bellissima, anche se sono sposato. Mentre nella mia mente, nella mia educazione cristiana, anche i miei pensieri erano peccato”.

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