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Zaia: “Picco contagi al Nord perché più tamponi”. Dema a Radio Marte: “Così va ‘nfrev”

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“Se si riaprirà il 4 maggio? Tutto dipende dal decreto del presidente del Consiglio. Noi non abbiamo queste competenze. Decidiamo una volta per tutte di avviare la fase della convivenza con il virus”. L’ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervenendo a “Quarta Repubblica” su Rete4. “Volente o nolente – ha aggiunto – è quello che hanno fatto esattamente in Cina e in Corea. Cominciamo a pensare a queste aperture”. Stamattina Zaia ha mostrato un grafico per dimostrare che in Campania ci sono meno contagi rispetto al Nord perché ci sono meno tamponi. “In Veneto sono stati realizzati 260.810 tamponi, non abbiamo più arretro, e a questi si aggiungono i test rapidi. I casi positivi oggi sono 16.192, e sono 192 più di ieri. Su questo tema dei positivi, su cui si è innescato un dibattito, in cui sembra quasi che il Veneto, piuttosto che la Lombardia o l’Emilia Romagna siano gli untori, e bisogna quindi ‘chiudere le frontiere’, dico che bisogna vedere il dato ufficiale, secondo cui la Campania, che ha lo stesso numero di abitanti del Veneto, ha effettuato un quinto dei tamponi del Veneto, ma ha più di un quinto di positivi, rispetto al Veneto”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia replica se pur indirettamente al collega De Luca. “Ciò dimostra che è difficile paragonare realtà tra di loro se non hanno fatto con lo stesso numero di abitanti lo stesso numero di tamponi: perché il contagiato lo trovi se lo vai a cercare. “Io dico semplicemente che una realtà come il Veneto che ha fatto 260 mila tamponi non la puoi paragone con una realtà come la Campania che ne ha fatti 48 mila come compare dai dati ufficiali della tabella pubblicata dalla protezione Civile”.

Intervistato da Gianni Simioli a Radio Marte, il sindaco di Napoli De Magistris ha detto simpaticamente: “Forse fa cosi perché va nfrev, qui a Napoli ieri siamo arrivati a zero contagi”. Un segnale importante per la Campania, e in particolare, per Napoli: zero nuovi contagi e nessun deceduto nella città capoluogo.  Un risultato così positivo non si registrava – come scrive il quotidiano “Il Mattino” – da più di cinquanta giorni  e il dato assume un sapore ancora più intenso se unito a quello dei decessi che, dal 16 al 20 di aprile sono rimasti invariati: fermi a quota 52. Tuttavia gli esperti invitano a non cantare ancora vittoria e, soprattutto, a non abbassare la guardia nella lotta al contenimento della diffusione del contagio nella nostra regione.

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