MARANO: «BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO», IL CONVEGNO DI PRC

Giovedì a Marano, a piazza della Pace, nell’ambito di un programma che vede impegnata il circolo locale di Rifondazione Comunista in un dibattito sulla costruzione di un unico partito della sinistra, c’è stato un incontro sulla sicurezza sul lavoro. Un tema sempre all’ordine del giorno visto che da un secolo gli incidenti e le morti sul lavoro sono una costante giornaliera. Quasi come se gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali siano sostanzialmente un ineluttabile tributo da pagare per lo sviluppo industriale. Anzi negli ultimi anni c’è stato l’incremento di quella che è ormai diventata una guerra quotidiana all’interno soprattutto di fabbriche e cantieri.

Giovanni Sannino, segretario regionale della Fillea (il sindacato CGIL degli edili) ha illustrato gli ultimi dati relativi agli infortuni sul lavoro registrati nel biennio 2005-2006.

E il bilancio finale è drammatico: le persone che l’anno scorso hanno perso la vita mentre si trovavano al lavoro sono state 1.306, in percentuale il 2,2% in più rispetto al 2005, mentre nello steso periodo il numero complessivo degli infortuni ha fatto registrare una diminuzione dell’1,3% attestandosi nel 2006 sui 927.998.

E a morire sono soprattutto gli operai edili e tra questi gli immigrati, come ha detto Arben Hasani responsabile del settori Immigrati della Fillea. Immigrati che vengono pagati il 30% in meno e che svolgono i lavori più pesanti e più pericolosi.

L’assessore regionale al lavoro, Corrado Gabriele, da mesi sta portando avanti una lotta senza quartiere contro gli incidenti mortali sul lavoro.

«I dati forniti dallo studio dell’Inail – ha affermato Gabriele – dicono che nel 2006 i morti sono stati 1302, ancor più di quanti fossero nel 2005. E’ la conferma di una situazione inammissibile. Tutti gli sforzi per debellare questa terribile malattia sociale vanno fatti».

L’anno passato ha fatto strage soprattutto nell’industria, dove i decessi sono aumentati dell’8% passando da 609 a 658, e nel comparto delle costruzioni, dove si è registrato un aumento del 12% de decessi (da 284 a 318). L’andamento si rovescia quando si passa all’agricoltura, dove gli incidenti mortali sono passati da 137 a 121, con un -11,7%, e nei servizi (da 528 a 523, con un – 0.9%).
A morire sono soprattutto gli uomini, 1.201 dei quali hanno perso la vita nel 2006, a fronte di 101 donne. Quest’ultime, però, hano fatto registrare un significativo incremento rispetto al 2005 (+14.8%). Per quanto riguarda l’età, il maggior numero di incidenti mortali ha come vittime i lavoratori più anziani, con 414 decessi morti con più di 50 anni. E Marano è la testimonianza di questa statistica: poche settimane fa un cittadino maranese di 73 anni è caduto dal quarto piano di un’impalcatura di un palazzo in ristrutturazione.

Numeri che non fanno altro che «confermare la drammaticità della situazione», ha sottolineato Tina Liccione segretaria del circolo Pajetta, perchè «dietro ad ogni numero si materializza la tragedia di un lavoratore in carne ed ossa e la disperazione della sua famiglia».

Il prossimo incontro programmato dal PRC locale si terrà nella stessa piazza alle ore 18 il 1 giugno sul tema dell’evasione fiscale dei tributi locali.