HomeCronacaCronaca localeTerremoto a Castellammare di Stabia, sciolto il Comune per infiltrazioni camorristiche

Terremoto a Castellammare di Stabia, sciolto il Comune per infiltrazioni camorristiche

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Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella giornata di ieri, martedì 14 luglio, lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata.

La decisione, adottata su proposta del Ministero dell’Interno ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, rappresenta uno dei provvedimenti più pesanti previsti dall’ordinamento per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni. L’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Luigi Vicinanza viene così sostituita da una commissione straordinaria che guiderà Palazzo Farnese fino al ritorno alle urne.

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Terremoto a Castellammare di Stabia, sciolto il Comune per infiltrazioni camorristiche

Lo scioglimento arriva al termine di mesi caratterizzati da accertamenti, verifiche e fortissime tensioni politiche. Tra le vicende che hanno avuto maggiore peso nel dibattito pubblico figura quella relativa ai due consiglieri comunali Gennaro Oscurato e Nino Di Maio. Il primo, Oscurato, è stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta che, lo scorso novembre, portò a undici misure cautelari nei confronti di capi e gregari del clan D’Alessandro. L’altro, Nino Di Maio, non indagato, comparve in alcune intercettazioni in cui era emerso che il reggente del clan stabiese, Pasquale D’Alessandro, era solito intrattenersi nel negozio di via Roma riconducibile a Vincenzo Di Maio (non indagato), figlio di Nino, e anche del nipote Nino (come il nonno). Casi che hanno acceso i riflettori sui possibili intrecci tra politica e ambienti riconducibili ai clan e che ha alimentato interrogativi ben oltre i confini cittadini.

Ad aumentare ulteriormente la pressione sull’amministrazione è stata poi la clamorosa rottura consumatasi all’interno del Partito Democratico. Le dimissioni del consigliere regionale Sandro Ruotolo, accompagnate da accuse durissime sulla gestione della vicenda stabiese e sulla presunta sottovalutazione del rischio di condizionamenti criminali, hanno trasformato una questione amministrativa in un caso politico nazionale, contribuendo ad amplificare il dibattito sulla necessità di una risposta netta dello Stato.

Nei mesi scorsi il sindaco Luigi Vicinanza aveva sempre respinto ogni addebito, sostenendo la correttezza dell’operato dell’amministrazione e ribadendo la volontà di proseguire il mandato fino all’ultimo giorno utile, nonostante il procedimento fosse ormai entrato nella sua fase decisiva.

Con il via libera del Consiglio dei ministri si apre ora una nuova fase per Castellammare di Stabia. Sarà la commissione straordinaria nominata dal Prefetto a gestire l’ente, con il compito di ristabilire le condizioni di piena legalità amministrativa e accompagnare il Comune verso le future elezioni.

La nota dell’ex sindaco Vicinanza: “Lavorato fino all’ultimo, lascio con serenità”

«Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia. Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni. Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni. Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all’ultimo minuto. Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno. Al contrario, ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni».

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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