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Laurea honoris causa per Sal Da Vinci: “Il fallimento non è la fine, ma una ripartenza”

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Il Conservatorio statale di musica Conservatorio Statale Nicola Sala ha conferito la laurea honoris causa a Sal Da Vinci, premiando un percorso artistico lungo oltre cinquant’anni. Un riconoscimento che l’artista accoglie con orgoglio e senza falsa modestia: «L’esperienza maturata sul campo è il più grande insegnamento che ho ricevuto. Questa laurea credo sia il giusto riconoscimento per mezzo secolo di grandi fatiche».

L’intervista rilasciata a Il Messaggero ripercorre le tappe di una carriera iniziata da bambino, accanto al padre Mario Da Vinci, tra successi, momenti difficili e una tenacia che oggi viene ripagata dal grande consenso ottenuto dopo il trionfo a Sanremo con Per sempre sì.

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«Ho pensato più volte di mollare»

Da Vinci non nasconde i momenti di sconforto vissuti nel corso della sua carriera. «Ogni volta che mi sono sentito un fallito ho pensato di lasciar perdere», racconta. Dopo i vent’anni arrivò persino ad aprire un negozio della catena “Tutto a mille lire” insieme alla moglie e al cognato, senza però abbandonare il sogno della musica.

«So bene che quando non vai bene nessuno ti aiuta», spiega l’artista, ricordando anche il periodo difficile vissuto da adolescente quando, dopo i successi teatrali, lui e suo padre si ritrovarono improvvisamente senza lavoro.

Successo e critiche

Il cantante ammette di essere rimasto colpito dall’enorme affetto ricevuto dal pubblico dopo la vittoria sanremese, ma anche dalla quantità di critiche e attacchi personali arrivati negli ultimi mesi.

Tra questi, quelli del giornalista Aldo Cazzullo, che aveva espresso giudizi molto severi sul brano vincitore. «È stato un incidente, niente di più», commenta oggi Da Vinci, aggiungendo che la vicenda ha ferito soprattutto sua madre, che si mise a piangere dopo aver letto quelle dichiarazioni.

«Nessuno può dire a una persona come amare»

Nel corso dell’intervista il cantante affronta anche temi sociali e politici. Pur precisando di non essere un esperto, dichiara di trovare «più interessanti le donne» nell’attuale panorama politico italiano.

Netta, invece, la sua posizione sui diritti della comunità LGBTQ+: «Per quanto riguarda Roberto Vannacci non condivido nulla di quello che dice su tutto il mondo Lgbtq+. Nessuno può dire a una persona come amare o che il suo modo di amare è sbagliato. È una questione di pura libertà».

Nuovi progetti tra tv, libri e musica

Il momento d’oro di Sal Da Vinci prosegue anche sul fronte professionale. L’artista ha rivelato di essere già al lavoro su un libro autobiografico e di valutare la realizzazione di una docu-serie dedicata alla sua vita.

In autunno arriverà inoltre uno show in prima serata su Rai, articolato in due puntate, che unirà intrattenimento, temi sociali e cultura.

Non manca poi la musica: è in preparazione un album natalizio con brani in italiano, inglese e napoletano, mentre a settembre sarà protagonista di tre concerti all’Arena Flegrea.

La lezione ai giovani

Alla vigilia della lectio magistralis che terrà a Benevento, Sal Da Vinci anticipa il messaggio che intende lasciare agli studenti e ai giovani artisti: «Dirò soprattutto che il fallimento è solo un incidente di percorso, non è la fine: è una ripartenza».

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