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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Agguati e stese nel Napoletano, pusher puniti e minacciati dagli uomini del clan


Emergono nuovi particolari a seguito della sparatoria avvenuta nella tarda serata di ieri a San Giorgio a Cremano, in via Botteghelle.

Tra le ipotesi al vaglio oltre a quella del tentato omicidio del rampollo Salvatore Mazzarella, figlio di Roberto, si fa largo la pista della “risposta” all’accoltellamento avvenuto due giorni fa in via Scalea a Portici dove è rimasto ferito un 46enne. Da settimane infatti, secondo le recenti informative, sarebbe in atto una ‘guerra strisciante’ per il controllo delle piazze di spaccio di San Giorgio a Cremano e del paese del Granatello. Minacce, intimidazioni che coinvolgerebbero tutti i pusher che orbitano nei due paesi.

Secondo la ricostruzione effettuata dopo il raid il figlio del capoclan e gli altri si sono rifugiati nel bar quando hanno sentito esplodere i colpi esplosi ad altezza uomo. Una scheggia di vetro ha ferito uno dei clienti, altri proiettili si sono conficcati dentro una Smart parcheggiata all’esterno. La Scientifica della Polizia ha repertato 7 bossoli calibro 9 x 21 e diversi frammenti di proiettile. L’auto interessata dai colpi è stata sequestrata per prelevare i colpi di arma da fuoco e procedere all’analisi. Il cliente ferito ha piccole lacerazioni al collo giudicate guaribili dai medici del Loreto Mare in una decina di giorni. Procede con le indagini il commissariato di San Giorgio a Cremano, primo dirigente Pasquale Toscano, commissario dottor Elio Manna. Tira decisamente una brutta aria nella zona orientale di Napoli e ultimamente anche all’ombra del Vesuvio dove sembra che i clan vogliano mettere le loro mani.

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