Alessio e Simone uccisi dal Suv mentre giocavano, pregiudicato condannato a 9 anni

alessio e simone uccisi
A sinistra Rosario Greco, a destra i cuginetti Alessio e Simone

L’11 luglio del 2019 il pregiudicato, alla guida del suo Suv, travolse e uccise i due cuginetti Alessio e Simone D’Alessio, mentre giocavano davanti all’uscio di casa. Oggi il Gup Ivano Infarinato di Ragusa ha condannato a nove anni di carcere Rosario Greco. Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto 10 anni. Inoltre a Greco è stata pure confiscata l’auto. Il risarcimento per il comune di Vittoria che si era costituito parte civile invece avverrà in separata sede con un nuovo giudizio civile.

IL GIORNO DELLA MORTE DI ALESSIO E SIMONE

I due bambini furono falciati nel centro di Vittoria in provincia di Ragusa. Alla guida del Suv c’era il pregiudicato Rosario Greco che era sotto effetto di alcol e cocaina. Simone perse le gambe a causa del terribile impatto, in seguito fu stato trasferito al Policlinico di Messina. I genitori di Alessio furono stravolti dall’enorme dolore. “Era un ragazzo in gamba, andava a scuola, stava imparando a suonare la batteria, amava andare sui go kart. A volte veniva anche con me al lavoro e si alzava alle 5 di mattina. Quell’uomo deve marcire in galera” disse il papà. Mentre la mamma dichiarò: “Appena dopo l’accaduto un uomo mi ha detto di non essere a conoscenza della dinamica dell’incidente. Io, che cercavo un telefono, gliel’ho strappato dalle mani per chiamare il 118, e lui me l’ha anche lasciato. Solo dopo ho scoperto che era lui l’assassino di mio figlio.

La bara bianca stracolma di rose aveva appena fatto il suo ingresso in una chiesa gremita a Vittoria. Arrivarono oltre tremila persone per dare l’ultimo saluto in lacrime e rendere omaggio al piccolo Alessio, 11 anni, falciato da un Suv davanti alla sua casa. Ad un tratto tra i volti straziati dei presenti pietrificati durante l’orazione funebre ecco irrompere l’altra notizia che rese ancora più drammatica la funzione religiosa: Simone, 12 anni, l’altro cuginetto investito, è morto.