Un amore nato su TikTok tra un detenuto napoletano recluso a Siracusa e una giovane ragazza si è trasformato in un incubo. Emanuele De Pasquale ha raccontato che anche la sua fidanzata era finita nel mirino dei suoi creditori: il ras del clan Mazzarella, Luciano Barattolo, pretendeva infatti da lei la consegna di un orologio Rolex a parziale saldo del debito di droga contratto dal partner. Il costo orologio, tuttavia, non poteva essere recuperato nell’immediato in quanto era custodito nella cassaforte di una parente della donna.
Per evitare ritorsioni e il coinvolgimento della famiglia della compagna, il collaboratore di giustizia si è opposto con fermezza, nonostante Barattolo e Domenico Cacciapuoti, affiliato al clan di Villaricca, si fossero persino offerti di far intervenire un fabbro di loro fiducia per forzare il forziere. L’imponente indagine sul traffico di droga all’interno degli istituti di pena è stata ricostruita dal Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, e dal Procuratore Aggiunto Sergio Amato.
Il piano della camorra raccontato dal procuratore aggiunto di Napoli, Sergio Amato
Lo scorso marzo l’episodio è stato ricostruito nei dettagli dal pentito De Pasquale durante un interrogatorio dinanzi ai magistrati della DDA di Napoli: «Per quanto riguarda la vicenda del Rolex, posso riferire che la mia compagna ne possedeva uno e si offrì di consegnarlo ai creditori per ripagare il debito. Era un Rolex Datejust con scatola e garanzia, che Luciano Barattolo aveva valutato 7.000 euro, insistendo per volerlo a tutti i costi. Il valore reale dell’orologio era superiore rispetto alla stima fatta da Barattolo, trattandosi di un modello in acciaio con quadrante rosa e diamanti. Barattolo era fortemente interessato e diceva che quell’orologio “lo teneva già venduto”, cioè che aveva già individuato un acquirente. Fu quindi fissato un appuntamento con una persona di sua fiducia che avrebbe dovuto ritirare il bene dalla mia compagna. Lei, però, pur avendo concordato l’incontro, si trovò nell’impossibilità di prenderlo: l’orologio si trovava a casa di una sua parente, chiuso in una cassaforte la cui chiave era in possesso di un altro familiare. Per questo motivo Luciano Barattolo si arrabbiò moltissimo, accusandomi di avergli fatto perdere tempo e di avergli raccontato bugie, e ribadendo che quei soldi avrei dovuto darglieli comunque, a prescindere dall’orologio. Dopo quell’episodio “levai da mezzo” la questione del Rolex perché non era possibile recuperarlo; ciò nonostante, Barattolo e Cacciapuoti si offrirono di mandare un fabbro a casa della parente della mia compagna per sfondare la cassaforte, ma io mi rifiutai per il timore di coinvolgere i suoi familiari».
La fidanzata del pentito costretta a truffare gli anziani
Secondo la Procura di Napoli, la donna sarebbe stata costretta a commettere una truffa ad una persona anziana, così da trovare i soldi necessari a saldare i debiti. Il tentativo non sarebbe andato a buon fine così come ricostruito dal comandante della compagnia di Bagnoli dei carabinieri Matteo Busetto
