Antonio ucciso in un agguato in provincia di Napoli, sotto torchio due donne

Antonio Rivieccio

È stato ferito da tre colpi di pistola, per poi morire qualche ora dopo in ospedale. Chi ha esploso i colpi di pistola però non voleva uccidere Antonio. È questa l’ultima ipotesi che emerge dalle indagini degli esperti che lavorano sul caso. L’uomo, pregiudicato 30enne di Torre del Greco, è giunto al pronto soccorso di Boscotrecase in condizioni disperate e accompagnato da 2 donne.

La sparatoria è avvenuta nella notte di ieri, intorno alle 2 e all’isolato 10 del Piano Napoli in via Settetermini, una delle piazze di spaccio a Boscoreale. Lì, gli agenti del nucleo investigativo hanno rinvenuto tre bossi calibro 7,65. Un solo proiettile l’ha raggiunto tra l’inguine e la coscia, recidendogli l’aorta femorale e dissanguando in poco tempo la vittima. Così, Antonio è morto per una emorragia.

Il 30enne aveva violato il decreto anti-contagio varato dal Governo per limitare l’emergenza da coronavirus Covid-19, trovandosi in un comune di cui non era residente. A riportare la notizia è Il Mattino (per leggere la notizia, clicca qui). Probabilmente Rivieccio era andato a trovare la sua fidanzata, ma sarebbe rimasto vittima di una lite sfociata nel sangue, o di un avvertimento per motivi personale. Forse Antonio doveva essere soltanto ferito alle gambe e qualcosa sarebbe andato storto. Tra le ipotesi spunta anche quella per debiti di droga.

Sul posto, non c’erano videocamere di sorveglianza.