La guerra a Casoria tra Pietro Iodice ‘Pierino a Siberia’ e i ‘Nuovi Moccia’, autori nei confronti del gruppo del primo di numerosi agguati e intimidazioni, raggiunse il suo picco a causa dell’entrata in scena, nelle dinamiche criminali di Casoria, di Ciro Contini. Tutto questo accadde lo scorso anno, a novembre 2018. Si tratta di un retroscena (già anticipato da Internapoli grazie ad alcuni collaboratori di giustizia) contenuto in un’informativa del commissariato di Afragola in cui si ricostruivano i nuovi assetti su Casoria anche alla luce di numerose carcerazioni che avevano interessato numerosi esponenti dei Moccia.

Secondo i riscontri raccolti dalle forze dell’ordine Pietro Iodice stava per coinvolgere negli affari del clan il gruppo di Ciro Contini, nipote del boss Edoardo (a capo dell’Alleanza di Secondigliano) e attivo nella zona di Capodichino. Ulteriore riscontro a questa ‘decisione’ fu l’arresto dello stesso Contini, effettuato pochi giorni dopo dagli uomini del commissariato San Carlo all’Arena, unitamente a Vincenzo De Pompeis, nipote e uomo di fiducia dello stesso Pietro Iodice. Una scelta che non era stata condivisa dai nuovi ‘colonnelli’ del clan che avevano dunque imposto come nuovo referente Renato Tortora. Una decisione che ribadiva la debolezza del gruppo di Iodice tanto che, quando questi fu arrestato, c’è un’intercettazione della moglie che sembrava quasi sollevata dell’imminente carcerazione del marito, paura scaturita proprio dal timore di subire agguati:«Ti devo dire la verità, per quello che sta in mezzo è meglio che va la, questo non può scendere, ci vogliono uccidere».

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