È sembrata una morte già annunciata dal quartiere che, come un’entità antropomorfa, avrebbe raccolto le voci delle tensioni sentimentali celate dietro l’agguato mortale contro Alessandro Grivano a Porta Capuana. Ernesto Maddaloni sarebbe stato prima autore di una grave intimidazione armata contro la casa della compagna della vittima, e proprio lei avrebbe indicato agli investigatori il movente. “Mi sono avvicinata al suo corpo, ho notato che respirava a malapena, era semicosciente, poi è giunta l’ambulanza che lo ha trasportato in ospedale… Mi sono allarmata perché da qualche settimana c’erano voci del quartiere, ma anche direttamente da mio marito Alessandro, che il marito della sua ex amante, Ernesto Maddaloni, voleva sparargli“, ha raccontato la vedova agli inquirenti, ricostruendo i drammatici attimi da lei vissuti nella notte dello scorso 4 luglio.
Il piano di uccidere Alessandro Grivano
Maddaloni avrebbe pianificato di uccidere Grivano per poi fuggire subito dopo da Napoli insieme a Eliana Brunetti. Prima di entrare in azione, la coppia avrebbe pianificato ogni dettaglio, preoccupandosi di lasciare i figli piccoli a casa dei nonni. Secondo le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli e guidata da Nicola Gratteri, si è trattato di un agguato premeditato, dettato da un profondo risentimento personale.
Maddaloni si era procurato una pistola, proprio con l’intenzione di non lasciare scampo a Grivano. Quest’ultimo è statp raggiunto dai proiettili nella zona tra Piazza Volturno e Vico Pergole e, nonostante fosse stata colpito a morte, è riuscito a trascinarsi fino a Piazza Sant’Anna a Capuana per chiedere aiuto prima di accasciarsi al suolo.
Nell’immediatezza, la compagna della vittima ha indicato subito Maddaloni come il responsabile, ricordando le sue passate minacce e gli spari subiti contro la loro casa. Tutti questi elementi dimostrano che si sarebbe trattato di un epilogo frutto di un lungo periodo di minacce, confermate anche dai video delle telecamere, dai rilievi balistici, dai passaggi registrati del T-Max, dal movente passionale e dalla fuga immediata.
Gli indizi contro Maddaloni e Brunetti
Per la Procura di Napoli si tratta di indizi pesantissimi contro Maddaloni, accusato di essere il responsabile dell’omicidio volontario. Inoltre, sussisterebbe la premeditazione, poiché il delitto non è stato un gesto d’impulso o un incontro casuale finito male, ma la tragica conclusione di un forte conflitto scandito da minacce e intimidazioni armate, come documentato dai filmati delle videosorveglianza nelle quali il T-Max guidato dall’indagato, con a bordo Brunetti, si avvicina da dietro allo scooter di Grivano puntando l’arma a colpo sicuro.
Il piano era stato mantenuto fermo fino alla sua esecuzione, con l’aggravante legata alla passata relazione sentimentale, dato che la vittima aveva intrattenuto una storia stabile con la moglie di Maddaloni, conclusasi però da circa un anno. La giudice per le indagini preliminari Carla Sarno ha convalidato il provvedimento di fermo emesso dalla pm Stella Castaldo e disposto il carcere per Maddaloni, accusato dell’omicidio volontario, in concorso con la moglie 30enne.
L’omicidio Grivano annunciato dal quartiere: “Hanno colpito Alessandro alla chiesa”

