Nuova crepa nella maxi inchiesta che doveva infliggere i colpi mortali ai clan di Napoli est. Per la Procura Giuseppe Savino, 45 anni, avrebbe accumulato beni illeciti per oltre due milioni di euro (leggi qui l’articolo), una pesante accusa di riciclaggio infrantasi al Riesame. Il tribunale della libertà (XII sezione), accogliendo in pieno le argomentazioni del legale di Savino, l’abile avvocato Leopoldo Perone, ha annullato l’ordinanza a suo carico revocando la misura cautelare del carcere. Secondo l’accusa Giuseppe Savino, indicato come elemento di spicco dei Formicola, agiva in affari con altri due ‘pezzi da novanta’ della mala di San Giovanni a Teduccio: Salvatore Fido e Maurizio Donadeo. Per gli inquirenti della Dda, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati fino all’eventuale condanna definitiva, in 7 avevano attuato un complesso sistema per evadere le imposte, evitando che potessero essere individuati i proventi derivanti dalla vendita di carburanti. Accuse adesso andate in frantumi.

L’articolo precedente: la rottura tra i Formicola e i Silenzio

Una questione di soldi. E’ quella alla base di una delle spaccature più clamorose degli ultimi tempi nella criminalità organizzata partenopea, quella tra i Formicola e i Silenzio. Particolare contenuto nella maxi ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha mandato in carcere 37 tra ras e gregari dei gruppi di San Giovanni a Teduccio. I primi dissidi sorgono quando Assunta Formicola racconta alla madre che l’ex marito Franco (Silenzio Francesco n.d.r.) le ha mandato a dire che vuole dei soldi altrimenti si arrabbia e la madre Maria Domizio risponde con ironia dicendole che allora “la potrebbero sparare i fratelli del marito”. Nelle intercettazioni la Formicola racconta che la mamma dei Silenzio ha raccomandato ai figli di risolvere la questione al momento della scarcerazione.

La spaccatura nel ‘Bronx’

In un’altra intercettazione uno dei ras di via Taverna del Ferro, il famigerato ‘Bronx’ di San Giovanni a Teduccio,  racconta le preoccupazioni di Antonio Silenzio in relazione ad una futura scarcerazione del padre Francesco, lo stesso evidentemente informato circa il tenore di vita sostenuto dal figlio pretende che gli siano corrisposte somme di denaro più elevate e più idonee ai guadagni familiari. Con la scarcerazione di Silenzio infatti, nel mese di dicembre 2017, si ha la rottura definitiva. La famiglia Formicola viene allontanata dal Bronx. Dopo una serie di scorrerie armate nel quartiere poi nel gennaio del 2018 viene uccisa Annamaria Palmieri ‘Nino D’Angelo’, donna di fiducia della Domizio e della Formicola.

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