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martedì, Dicembre 7, 2021
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Carcere di Poggioreale sovraffollato, il garante dei detenuti: “Subito l’indulto”


Nel solo 2020 al carcere Poggioreale 323 atti di autolesionismo; 250 scioperi della fame e/o sete; 467 infrazioni disciplinari; 33 tentativi di suicidio; 2 suicidi e 8 decessi di morte naturale. Nel 2021, non ancora conclusosi: 152 atti di autolesionismo, 1 decesso per cause naturali ed 1 suicidio, 13 tentativi di suicidio sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria e 119 colluttazioni. Sono dati inequivocabili, conseguenze tangibili del sovraffollamento delle celle del “Giuseppe Salvia”.

Le condizioni dei detenuti sono spesso ritenute proibitive per la detenzione in un penitenziario di un Paese democratico come spesso sottolinea il garante delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello.

Le parole al garante

Secondo Samuele Ciambriello, «Poggioreale è una polveriera a miccia corta. Il populismo penale si coniuga con il populismo politico che non ha sosta nemmeno nel corso della pandemia. Nei giorni scorsi il Sindacato di Polizia Penitenziaria (SAPPE), ha denunciato il sovraffollamento del carcere di Poggioreale dichiarando che il Carcere di Poggioreale è diventato una pentola a pressione che mette a serio rischio la sicurezza stessa del penitenziario ed ogni ipotesi di attività trattamentale finalizzata al recupero dei detenuti stessi». Il garante regionale dei detenuti ricorda. «Nel carcere di Poggioreale e più in generale in Campania ci sono 625 detenuti di fuori regione di cui 62 stranieri su un totale di 6429 detenuti. Questa prassi non solo, contribuisce al sovraffollamento delle celle, ma viola il principio di territorialità della pena».

Il tema della custodia cautelare

La questione surplus di detenuti nei vari padiglioni rimanda, secondo Ciambriello, al tema della custodia cautelare in carcere. «Il sovraffollamento è anche sinonimo di un eccessivo ricorso alla custodia cautelare in carcere» che invece «dovrebbe costituire una scelta di extrema ratio. Le leggi non sono una macchina che una volta messa in moto va da sé, le leggi sono pezzi di carta che se lasciamo cadere non si muovono. Talvolta ritardi nelle decisioni, anche della magistratura di sorveglianza che risulta essere sottodimensionata a Napoli, Caserta, Salerno; sono la causa di ansia, angoscia, sofferenza fisica, atti di autolesionismo e sovraffollamento.

Occorrono più misure alternative al carcere» e soprattutto, rilancia lo stesso Samuele Ciambriello, «Occorre che il Governo e il Parlamento facciano di più, un provvedimento serio e di portata nazionale, un piccolo indulto. Credo che il sovraffollamento sia solo una delle mille sfaccettature relative alla qualità della vita e della pena».

La necessità della pena come rieducazione

La routine dei detenuti al Giuseppe Salvia di Poggioreale, è fatta anche di mancate attività durante l’espiazione della pena. Si contano con il contagocce educatori e psicologi. Ancora Ciambriello: «Su diciannove educatori previsti ne sono presenti in struttura solo nove, e solo due psichiatri a fronte di cinque come dovrebbe essere. Vale la pena sottolineare che molti dei tentativi di protesta, sciopero, atti di autolesionismo accadono dopo le ore 16:00. Per questo credo – l’ulteriore aggiunta – che in carcere a Poggioreale, di pomeriggio, sia necessaria la presenza di almeno un commissario, un educatore, uno psicologo. Ci sono spazi giornalieri vuoti, nei quali, gli agenti di polizia penitenziaria, tra l’altro sottodimensionati, sono lasciati soli, in compagnia di generosi volontari della Pastorale carceraria della Diocesi di Napoli e di alcune associazioni di volontariato».

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Antonio Sabbatino
Iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell'esperienze sul campo in ambito politico, sociale e di cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per il quotidiano Roma, il più antico giornale napoletano, InterNapoli.it tra le realtà più dinamiche e seguite del panorama regionale campano e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore.
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