Cellulari e tumori, i rischi ci sono: le 7 regole de Le Iene per proteggersi dalle malattie

Cellulari e tumori, c’è davvero il rischio che gli smartphone siano così pericolosi? Ad indagare sul collegamento tra i dispositivi elettronici e le malattie è Matteo Viviani de Le Iene. Argomento trattato già nel 2013.

Indietro nel tempo…

A quei tempi l’Istituto Superiore della Sanità non si era esposto più del dovuto, specificando allora che “In questo momento non interveniamo in materia sulla telefonia cellulare e sugli effetti sulla salute“. Di tempo però ne è passato e sono arrivate anche spiegazioni più efficienti sul collegamento tra cellulari e tumori.

Le radio frequenze interagiscono con il materiale biologico” afferma sicura la dott.ssa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di Ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna.  In questo istituto gli inviati del programma Mediaset si erano già recati a quello che allora era il Direttore scientifico e oggi Presidente Onorario dell’istituto Morando Soffritti aveva dato inizio ad una sperimentazione rilevante. Oggi si è conclusa e l’esito sicuramente non è rassicurante: “Esiste un pericolo, il telefono è un oggetto che potrebbe avere degli effetti importanti sulla salute umana“. Parole che trovano conferma anche da uno studio americano, il quale ha confermato che “le radio frequenze sono in grado di fare rotture sul DNA“.

I risultati

Il luminare dell’oncologia e consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Anthony Miller, si è ricollegato a quello studio americano rilasciando dichiarazioni importanti: «Il mio punto di vista è che si sono prove sufficiente sul fatto che le radiazioni delle radiofrequenze sono cancerogene per l’uomo». Anche la dottoressa Devra Davis, oncologa americana che da anni studia gli effetti delle onde elettromagnetiche emanate dai cellulari: “I cellulari non vengono testati come in realtà vengono usati“.

La dottoressa ha fatto riferimento a Phon Gateimportantissima ricerca che ha fatto tremare i produttori di cellulari. Stando a questo studio, i test svolti per certificare i limiti di emissioni di radiazioni elettromagnetiche dei dispositivi messi sul mercato sarebbero praticamente inutili. Le tecniche per le emissioni risulterebbero obsolete e fatte in maniera non realistica. I francesi di Phon Gate invece hanno hanno scoperto che 9 cellulari su 10 falliscono l’esame degli attuali standard di sicurezza europei. L’argomento è stato ripreso anche da una giornalista canadese, che ha replicato gli esperimenti simulando una chiamata reale e scoprendo che i limiti sorpassavano in maniera significativa i limiti consentiti dalle attuali normative “da 3 a 4 volte“. I soggetti più a rischio – secondo l’oncologa – sarebbero i più piccoli, siccome «i cervelli giovani assorbono più radiazioni degli adulti».

Cellulari e tumori: le 7 regole da rispettare de Le Iene

Per quanto riguarda invece il cellulare in tasca, anche quello è pericoloso. Secondo studi effettuati in Turchia e Brasile, oltre a testicoli ci sarebbero danni anche agli spermatozoi che vengono ridotti in termini di quantità .

Queste, in sintesi, sono le regole da rispettare per ‘proteggersi’ secondo Le Iene:

  • Evita di parlare al cellulare tenendolo attaccato all’orecchio;
  • Usa il vivavoce o le cuffie;
  • Il telefono non va tenuto nel taschino della giacca o dei pantaloni, per le donne mai vicino al seno;
  • Non dormire col cellulare sotto il cuscino, ma almeno a 1 metro di distanza;
  • I mezzi in movimento sono i luoghi peggiori per telefonare;
  • Il telefono emette radiazioni anche quando non è in chiamata;
  • Ai bambini, è meglio dare un altro gioco.

QUI IL SERVIZIO DE LE IENE