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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Stop al condizionatore selvaggio, nuove regole e multe in arrivo dal primo maggio


Scatterà dal primo maggio la stretta sui consumi energetici per ridurre la dipendenza dal gas russo. Inizia così lo stop al condizionatore selvaggio negli uffici pubblici. Secondo un emendamento al decreto bollette con le regole che saranno in vigore fino al 31 marzo 2023.

La stretta riguarda condizionamento e riscaldamento, ma sono i primi impianti per che alzano i costi. Negli uffici il 57% dei consumi energetici annuali è legato infatti ai climatizzatori. Con le nuove regole in inverno non si potrà riscaldare oltre i 19 gradi, oggi ne sono previsti 20, e in estate non si potrà scendere sotto i 27, con due gradi di tolleranza.

Per il momento le nuove regole non riguarderanno ospedali, cliniche e case di cura. Intanto il Governo starebbe valutando una norma anche per risparmiare sull’illuminazione pubblica, riducendo il numero dei lampioni accesi o le ore della luce notturna.

MULTE PER IL CONDIZIONATORE SELVAGGIO

Con le norme messe in campo con questo decreto, la previsione è di risparmiare circa 4 miliardi di metri cubi di gas nel 2022. Però non è ancora chiaro chi gestirà i controlli per verificare che le regole vengano rispettate. Le sanzioni previste vanno tra i 500 e i 3mila euro.

IL TESTO DELL’EMENDAMENTO 

Al fine di ridurre i consumi termici degli edifici e di ottenere un risparmio energetico annuo immediato, dal 1° maggio 2022 al 31 marzo 2023 la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti di ciascuna unità immobiliare per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici pubblici, a esclusione degli edifici di cui all’articolo 3, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74, non deve essere superiore, in inverno, a 19 gradi centigradi, più 2 gradi centigradi di tolleranza, né inferiore, in estate, a 27 gradi centigradi, meno 2 gradi centigradi di tolleranza.

LE PAROLE DI DRAGHI

“Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace. Ci chiediamo se il prezzo del gas può essere scambiato con la pace. Di fronte a queste due cose, cosa preferiamo la pace o star tranquilli con l’aria condizionata tutta l’estate? Lei cosa si risponde su questo? Preferisce la pace o il condizionatore acceso? È questa la domanda che ci dobbiamo porre”. Così rispose il 7 aprile Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del Cdm rispondendo a una domanda di Carlo Di Foggia del Fatto Quotidiano sulla posizione del governo italiano su un eventuale blocco dell’import di gas e petrolio dalla Russia.

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