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domenica, Maggio 22, 2022
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Convinse il figlio ad uccidere, la Corte di Assise di Napoli scarcera Anna Basco


La Corte di Assise di Napoli ha scarcerato Anna Basco, la donna indagata per aver concorso nell’omicidio di Antonio Rivieccio. L’accusa è quella di aver “istigato il figlio Basco Samuele” ad esplodere i colpi di arma da fuoco all’indirizzo della vittima.

Stando alle indagini effettuate dalla Procura di Torre Annunziata in coordinazione coi carabinieri di Boscoreale e di Torre Annunziata, il figlio della Basco, ancora minorenne, la notte dell’11 marzo 2020 veniva spinto dalla madre Basco Anna a sparare a Rivieccio, in seguito a una lite scoppiata tra i due. Al tempo il figlio Basco Samuele (minorenne) era stato arrestato, ma poi (grazie al lavoro degli inquirenti) si acquisivano e venivano messe in luce anche le responsabilità, a dir poco rilevanti, della madre. La donna dopo l’omicidio, aveva anche aiutato il figlio a disfarsi dell’arma, occultandola in luogo sconosciuto.

Il tutto si formava sulle dichiarazioni di alcuni testi oculari e sul contenuto di alcune conversazioni intercettate all’interno del famigerato rione Piano Napoli di Boscoreale.

Oggi, 4 novembre 2021, la Corte di Assise di Appello di Napoli – dopo aver sostenuto svariate udienze ed aver sentito i testi di procura – ha accolto la richiesta di sostituzione della misura cautelare presentante dal difensore di Basco Anna, l’avv. Antonio Iorio del foro di Torre Annunziata, concedendole così gli arresti domiciliari “nonostante la gravità delle imputazioni e nonostante la pena prevedibilmente irrogabile in caso di condanna, appunto l’ergastolo (attesa la sussistenza di plurime aggravanti nella commissione del reato di omicidio ai danno di Rivieccio Antonio)”.

La Corte ha condiviso la tesi sostenuto dall’avv. Antonio Iorio secondo cui l’istruttoria dibattimentale finora sostenuta non consente di ritenere che “oggi a distanza di 1 anno dall’applicazione della O.C.C.” è possibile ritenere salvaguardato (per la madre omicida) il pericolo di ricommossione dei reati ed il pericolo di inquinamento probatorio, anche con la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari, trattandosi in ogni caso di misura cautelare restrittiva della libertà personale che imponendo all’imputata di non avere contatti con persone diverse da quelle che con lei coabitano, induce a ritenere che gli ammonimenti ed avvertimenti della P.G. possano rappresentare un effettivo deterrente alla reiterazione di altri reati da parte dell’imputata Basco Anna”.

 

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