Droga a Scampia, preso il figlio del ras Fusco: il padre coinvolto nell’omicidio del ‘Principino’

E’ un cognome pesante quello che porta il giovane arrestato ieri dagli agenti del commissariato di Scampia (guidati da Giovanni Mandato). Quest’ultimi, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Monte Rosa un uomo che, dopo aver prelevato qualcosa dall’intercapedine di un muro, l’ha consegnata ad alcune persone in cambio di banconote. I poliziotti lo hanno bloccato trovandolo in possesso della somma di 25 euro ed hanno rinvenuto nel muro 2 involucri contenenti hashish per un peso complessivo di circa 50 grammi. In manette è così finito il 23enne Antonio Fusco. Il padre Francesco fu ucciso nel corso di quella che passò alla storia come la ‘prima faida di Scampia’. Una guerra risalente a molto prima lo scontro tra i Di Lauro e gli Scissionisti, uno scontro che vide contrapposti i Licciardi della Masseria Cardone e i Prestieri del Monterosa.

La ‘faida della minigonna’: la prima guerra di Scampia

A Secondigliano e dintorni è passata alla storia come ‘la faida del principino e della minigonna’, lo scontro armato tra i Prestieri del rione Monterosa contro i Licciardi della Masseria Cardone. A svelare i retroscena di quella guerra sono giunte anni fa le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luca Menna. Secondo quest’ultimo sarebbe stato il gruppo di Francesco Fusco, orbitante nella ‘galassia criminale’ dei Prestieri a uccidere Vincenzo Esposito, il nipote prediletto dei fratelli Licciardi, che aveva cercato di vendicarsi di un uomo dei Prestieri dopo una rissa in un locale scoppiata per un apprezzamento di troppo a una donna. Da lì fu poi la guerra. Uno scontro frontale tra i Licciardi e il gruppo Fusco, culminato con l’annientamento di questi ultimi, ‘sacrificati’ dal boss Paolo Di Lauro per riportare la pace nel territorio.

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