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Droga per i Contini, i segreti del clan nei ‘pizzini’ sequestrati a Emanuele Catena ‘o biond

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Sessantasei pizzini. Dove è contenuta tutta l’operatività del clan e il modus operandi del gruppo di San Giovanniello. Questo quanto emerge dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Valentina Giovanniello in cui ricorre un nome in particolare, quello di Emanuele Catena conosciuto come ‘o biond. Una figura che l’attività investigativa della Dda di Napoli pone al centro di una fitta rete di distribuzione e, soprattutto, di rendicontazione finanziaria. Per mesi, il nome “Biondo” rimane sospeso tra le righe di intercettazioni ambientali e telefoniche. Gli interlocutori si rivolgevano a lui con la confidenza riservata a chi tiene in mano i fili di un’attività fiorente. “O’ Biondo”, lo chiamavano in dialetto, mentre discutevano di conteggi e “paghe” da corrispondere ai pusher. La svolta per gli inquirenti arriva però con il sequestro dei famigerati pizzini in cui emerge il suo ruolo come contabile ma anche come colui che calcolava come gestire i traffici di droga della zona, come estinguere i debiti, chi pagare e chi no. Gli ordini arrivavano a un telefono dedicato (poi ereditato dai successivi gestori) che i pusher motorizzati consegnavano in tempi rapidissimi in diverse zone della città. Il centro del business era nei quartieri San Carlo all’Arena, Vasto e Arenaccia fino al rione Amicizia (roccaforte dei Contini) passando per Poggioreale.

 

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