Verso le Regionali. Caldoro, riecco i fantasmi: De Luca a carrarmato sull’accordo Pd-M5S

I giochi per la costituzione delle coalizioni in vista delle Regionali del 2020 sono apertissimi, ma una cosa è certa: tra i contendenti ci sarà ancora una volta Vincenzo De Luca. Il governatore uscente è più convinto che mai di giocarsi le sue carte. A nulla sono, infatti, serviti i tentativi dei democrat di indurlo a fare un passo indietro per favorire l’intesa con il movimento 5 Stelle.

Pd-M5S: un matrimonio che non s’ha da fare (per ora)

Da Roma, dopo il pressing asfissiante di gennaio, pare essere arrivata la tregua. Tutto fermo fino alle suppletive del Senato a Napoli, sulla scorta dei risultati, si valuterà la soluzione migliore per il Pd, che non ha ancora rinunciato all’intesa regionale con i grillini.

Quest’ultimi però continuano a fare muro. Il fronte napoletano dei 5 Stelle è più convinto che mai della corsa solitaria e non prende minimamente in considerazione l’ipotesi di sostenere Vincenzo De Luca.

Ed allora quale quadro si delinea all’orizzonte?

Al momento l’ipotesi più probabile è quella che vede i due alleati di governo separati alle regionali in Campania. Il Movimento 5 stelle se da una parte continua a chiudere le porte al Partito Democratico, dall’altra flirta con il sindaco Luigi De Magistris, che non ha ancora abbandonato l’idea di scendere in campo per palazzo Santa Lucia.

De Magistris candidato presidente resta al momento difficile, mentre è concreta la possibilità di vedere la lista Dema abbinata al Movimento 5 Stelle.

Regionali, la coalizione di centrosinistra

Con un’orecchio a Roma e gli occhi ben saldi su ciò che succede in Consiglio Regionale, Vincenzo De Luca continua a tessere accordi e preparare le liste. Oltre al Partito Democratico, è certa la presenza in coalizione delle creature dell’ex sindaco di Salerno (Campania Libera e De Luca Presidente), Partito Socialista, Popolari e Italia Viva. Più che probabile l’appoggio dei Verdi, anche se una parte del Sole che Ride è attento alle mosse di De Magistris.

Il centrodestra tra Caldoro e il nome a sorpresa

Sul fronte centrodestra si attende ancora la benedizione di Matteo Salvini alla candidatura dell’ex governatore Stefano Caldoro. Dopo le Regionali in Emilia Romagna e Calabria, il leader della Lega aveva di fatto stoppato Silvio Berlusconi, che aveva data per certa la ridiscesa in campo dell’attuale capo dell’opposizione.

L’ipotesi Sangiuliano

Nonostante il blocco, Stefano Caldoro resta il favorito per la leadership del centrodestra. Leadership che potrebbe essere messa in discussione in caso di rivisitazione degli accordi nazionali. Ipotesi difficile, ma da tenere assolutamente in considerazione. In tal caso si farebbe largo una figura non politica, gradita a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un identikit ben tracciato che risponde al nome di Gennaro Sangiuliano. L’ex vicedirettore del Tg1, vicino a Matteo Salvini, gode, infatti della stima di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Regionali, la coalizione di centrodestra

Con il fantasma di Sangiuliano alle sue spalle, Stefano Caldoro continua a lavorare alla formazione delle liste. Certa la presenza in coalizione di Lega, Fdi, Forza Italia, lista Caldoro e Cambiamo. Più che probabile la nascita di due civiche per accogliere i candidati che non troveranno spazio in Lega e Fratelli d’Italia. Infine continua a dialogare sia con il centrodestra che con il fronte deluchiano, Sud (Sud-Solidarietà-Uguaglianza- Democrazia) degli ex senatori Antonio Milo, Ciro Falanga ed Enzo D’Anna.