Elezioni. Dopo gli assist a De Luca, Armando Cesaro vuole mettere le mani su Giugliano

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Il capogruppo uscente di Fi, nonostante la decisione di non ricandidarsi, è sempre più al centro della scena politica

Elezioni regionali e comunali a Giugliano. Si scrive passo di lato, si legge cambio di direzione. Armando Cesaro, nonostante l’annuncio di non presentarsi alle prossime regionali, è sempre più deus ex machina dello svuotamento delle liste di Forza Italia, non solo in Regione ma anche nei vari Comuni al voto. C’è infatti la sua mano, e anche qualcosa in più, nei continui cambi di casacca di forzisti storici alla corte di Vincenzo De Luca.

Sta nascendo Forza Italia Viva

Da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi, Cesaro Jr sta mettendo in atto una sorta di patto del Nazareno in salsa santantimese. Basta analizzare la lista di nomi che negli ultimi giorni hanno annunciato o comunque stanno per annunciare il loro passaggio alla corte del centrosinistra per rendersi conto dell’operazione di indebolimento operata dal figlio di Luigi Cesaro. Ad Italia Viva è passato Pietro Smarrazzo, braccio destro di Cesaro Jr. sin dai tempi delle elezioni universitarie.

Elezioni regionali, quanti ex berlusconiani con Renzi

Ad un passo da Italia Viva vi è anche Pasquale Bove, vicinissimo ad ufficializzare la candidatura tra i renziani. Il medico mugnanese non ha mai nascosto i buoni rapporti con i Cesaro. E proprio le buone referenze fornite dal capogruppo uscente di Forza italia potrebbero essere risultate positive nella decisione di scendere in campo per le Regionali. In Italia Viva Smarrazzo e Bove non soffriranno di saudade berlusconiana. Visto che troveranno gli ex Forza Italia Gabriele Mundo, Francesco Iovino, Carmine Iazzetta e Francesco Guarino, quest’ultimo staccatosi da Fulvio Martusciello di cui era considerato un fedelissimo.

Elezioni regionali e non solo nella mente di Cesaro Jr.

Dunque se quello di Cesaro era stato definito un passo di lato, utilizzando termini calcistici è entrato a gamba tesa nelle scelte dei candidati sindaco del centrodestra in diversi comuni della provincia di Napoli, provando a far saltare banchi e accordi vicinissimi alla chiusura.

Cesaro Jr a gamba tesa sulle elezioni a Giugliano

E’ per esempio il caso di Giugliano dove i 4 partiti (Lega, Fratelli d’Italia, Udc e Forza Italia) a livello locale hanno trovato da tempo un accordo sul nome di Giuseppe Pietro Maisto, sostenuto anche da altre liste civiche.

Nel tavolo provinciale tenutosi lunedì pomeriggio è stata la presenza di Cesaro Jr a sparagliare di nuovo le carte in tavola, facendo saltare un accordo che pareva già chiuso e vicino all’ufficializzazione. Accordo che sembrerebbe, dunque, saltato sul nome di Maisto con la candidatura di Alfonso Sequino passata prepotentemente in pole, grazie al blitz del capogruppo di Fi in Regione. Di diverso avviso è stato però il segretario provinciale della Lega Vincenzo Catapano che ha posto un freno al disegno ‘cesariano’. Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, secondo le indiscrezioni raccolte, sarebbe stato protagonista di un acceso battibecco con Cesaro. Il motivo sarebbe dovuto per le differenze di vedute sulla scelta del candidato sindaco giuglianese.

Anche l’Udc non si è espressa a favore di Sequino, come emerge da una nota diffusa poco fa dalla segreteria locale di concerto con quella provinciale: “Non c’è stata nessuna indicazione su Sequino. La posizione del partito è chiara. Il nome che dovrà guidare la coalizione dovrà essere condiviso anche dal tavolo locale insieme a tutti i partiti. Indicando, così, un percorso unitario”, recitano i rappresentanti dell’Udc. Anche tutto il direttivo cittadino giuglianese di Fratelli d’Italia smentisce di aver dato l’ok alla candidatura di Sequino.

Elezioni a Giugliano, cosa può succedere dopo la manovra di Cesaro

Insomma quando sembrava vicino la fumata bianca nel centrodestra sul nome di Maisto, ci ha pensato Cesaro Jr ad alzare un polverone che potrebbe avere un effetto implosivo sul centrodestra. Nel caso non dovesse essere raggiunta la quadra sul nome di Maisto, infatti, potrebbe verificarsi una diaspora di candidati pesanti dai 4 partiti che al momento compongono la coalizione. Uno scenario che manderebbe in frantumi in centrodestra facendolo retrocedere da coalizione da battere a quella ultima in classifica.

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