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lunedì, Maggio 16, 2022
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Faida 167 di Arzano, decapitati i due gruppi: tra i 27 arrestati anche i vertici Monfregolo e Cristiano


E’ il giorno della liberazione ad Arzano, sgominati i vertici delle sue cosche in guerra nel rione della 167. Stamattina i militari Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito una misura cautelare personale e reale (27 provvedimenti restrittivi di cui 23 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di un autonoleggio), emessa dal G.i.p. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti indagati gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio, detenzione illegale di armi, estorsione, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori.

L’attività investigativa, svolta dal citato Nucleo Investigativo dal dicembre 2018 al novembre 2021 con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito, in sintesi, di documentare:­ l’operatività di un’associazione camorristica denominata “167”, ad Arzano e comuni limitrofi, quale diretta derivazione della consorteria Amato-Pagano, radicata nella zona a nord di Napoli;

Le accuse sono­ l’operatività di tre piazze di spaccio ad Arzano (di cocaina, eroina, crack, marijuana e hashish); ­ la consumazione di molteplici episodi estorsivi, in danno di commercianti arzanesi; ­ l’intestazione fittizia di un autonoleggio, di fatto gestito da un indagato. Nel corso delle indagini­ si è proceduto all’arresto in stato di latitanza di uno di un elemento di spicco del sodalizio; ­ al sequestro di 2 kg di hashish, più di un etto di cocaina e un revolver.

Tra gli altri, sono stati raggiunti dall’ordinanza: Napoleone Renato (classe 1983); Cristiano Pietro (classe 1964); Cristiano Pasquale (classe 1989); Monfregolo Giuseppe (classe 1988); Monfregolo Mariano (classe 1982) e Mormile Vincenzo (classe 1992).

Guerra tra Arzano e Fratta, la cacciata dei Cristiano e il patto tra Monfregolo e Landolfo

Una guerra per procura. Così potrebbe essere definito lo scontro che da mesi sta caratterizzando l’hinterland di Napoli e in particolare i comuni di Arzano, Frattamaggiore e Frattaminore. Una guerra ‘esportata’ poi trasformatasi un vero e proprio scontro senza esclusione di colpi. C’è una data precisa da cui partire: il 4 gennaio di quest’anno. E’ quello il giorno in cui Giuseppe Monfregolo termina la sua detenzione assumendo la decisione di rompere l’alleanza con i Cristiano-Mormile, obbligandoli ad allontanarsi da Arzano. Episodio eclatante di tale frattura si era verificato qualche mese prima, a novembre 2021, quando furono esplosi da ignoti numerosi colpi di arma da fuoco nei confronti di alcuni frequentatori del Roxy Bar di Arzano, episodio a seguito del quale si verificava la morte di Salvatore Petrillo, nipote prediletto di Pasquale Cristiano. Quella morte ha rappresentato l’origine di una vera e propria faida arrivata fino a Frattamaggiore e Frattaminore. Monfregolo decise di rompere la storica alleanza scontento della gestione delle casse del clan operata dagli alleati. La sua decisione di cacciarli dalla 167 di Arzano esporterà la guerra nei comuni limitrofi.

La ricostruzione di questi ultimi mesi è contenuta nel decreto di fermo che, qualche giorno fa, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Giugliano (guidati dal capitano Andrea Coratza) a carico di sette persone indicate come facenti parte del gruppo criminale operante a Frattaminore. Vincenzo Mormile, cognato di Pasquale Cristiano, è appunto residente a Frattaminore e qui gli episodi di violenza sono iniziati proprio a partire da gennaio 2022 grazie all’operatività di Pasquale Landolfo, storico referente del boss Francesco Pezzella ‘pan e ran’ per Frattaminore nonchè alleato dello stesso Monfregolo. Secondo le ultime informative Landolfo, in seguito proprio alla rottura dei rapporti tra Monfregolo e i suoi ex alleati, avrebbe intrapreso una serie di ritorsioni nei riguardi proprio di Mormile e di soggetti a lui legati, i quali, a loro volta, avrebbero reagito con altre risposte violente verso il gruppo di Landolfo. Quest’ultimo sarebbe stato protagonista di una sfilata armata per le strade di Frattaminore  lo scorso 18 gennaio: in quella occasione Pasquale ‘o zannut (come viene chiamato), a capo di un gruppo di centauri (tutti con volto coperto da caschi integrali), e l’unico a volto scoperto, avrebbe voluto appunto lanciare un monito agli avversari dei Mormile rivendicando la sua forza intimidatrice sul territorio. Episodio seguito da una sparatoria contro l’abitazione di Vincenzo Mormile lo scorso 2 marzo: in quell’occasione le forze dell’ordine repertarono ben quattro bossoli.

 

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Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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