I familiari di Ugo Russo: «L’Arma dei Carabinieri deve chiederci scusa»

Le telecamere de Le Iene hanno raggiunto nelle scorse ore la città di Napoli e più precisamente i Quartieri Spagnoli, dove vive la famiglia di Ugo Russo, il baby rapinatore ucciso nella notte tra sabato e domenica da un militare dell’Arma dei carabinieri libero dal servizio. Intervista Le Iene

Intervista le Iene, i familiari. «I carabinieri devono scusarsi con la mamma e il papà di Ugo»

«L’Arma dei carabinieri deve chiedere scusa ai genitori di Ugo». E’ la pretesa di un familiare del 15enne ucciso a Santa Lucia in risposta alla devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini.

“Quando l’Arma dei Carabinieri chiederà scusa per quello che ha fatto – ha aggiunto un parente di Ugo Russo -noi ci scuseremo per i danni all’ospedale”.

 

Intervista le Iene. Omicidio Ugo Russo, il papà del rapinatore 15enne: «Ucciso un figlio di Napoli»

Ai microfoni di Giulio Golia si è sfogato anche Vincenzo Russo, papà del 15enne che, impugnando una pistola giocattolo, aveva intimato al militare di consegnargli l’orologio. “La città di Napoli ha perso un figlio – ha dichiarato – il papà di Ugo Russo – Mio figlio ha sbagliato, ma se il carabiniere ha sparato per difendersi perché gli ha sparato in testa?”.

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Il testimone: «Ho visto Ugo Russo, poi ho sentito tre spari»

“Ho visto il ragazzo col casco, poi ho sentito tre colpi”. Parla a “Chi l’ha visto?” un testimone che era presente in via Orsini a Napoli la notte tra il 29 febbraio e l’1 marzo, quando il 15enne Ugo Russo è morto mentre tentava di rapinare un carabiniere fuori servizio.

“Quando ha preso la pistola io sono scappato”

Una testimonianza raccolta da “Chi l’ha Visto?” ad un testimone che quella notte ha assistito alle prime fasi della rapina che è costata la vita al giovane dei Quartieri Spagnoli. “Quando ha preso la pistola io sono scappato”, alla domanda dell’intervistatore su chi avesse preso la pistola, l’uomo ha risposto “Il giovane dell’auto che stava subendo la rapina”. Non sa riportare se i tre colpi siano stati esplosi in sequenza, impaurito ha preferito scappare e trovare un riparo non sapendo cosa stesse accadendo. Ugo Russo

 

Le parole dei legali

“Il ragazzo è scosso per l’accaduto. Ha iniziato una percorso di recupero“. Sono le parole dell’avvocato Mario Bruno legale di F. D. C. il 17 enne ritenuto complice di Ugo Russo, il ragazzo morto dopo il tentativo di rapina ai danni di un carabiniere in via Generale Orsini, a Santa Lucia. Ha parlato anche l’avvocato Enrico Capone, legale del carabiniere indagato per omicidio volontario. 

Padre Ugo Russo, accusa a Cc non è vittoria

“Non è una vittoria per noi, non è una vittoria per nessuno. La vittoria per me sarebbe stata riavere mio figlio a casa”. Così Vincenzo Russo, padre di Ugo, il 16 enne di Napoli ucciso da un carabiniere durante un tentativo di rapina sabato notte, alla notizia dell’ accusa di omicidio volontario nei confronti del militare formulata dalla Procura.
La famiglia di Ugo chiede agli amici del 16 enne di non portare fiori al suo funerale e di donare 1 euro per ciascun fiore all’ Ospedale “Pellegrini”, che fu danneggiato da alcune decine di amici e conoscenti di Ugo Russo alla notizia della sua morte. “Siete tutti dispensati dai fiori – fa sapere Vincenzo Russo, 39 anni, padre di Ugo, tramite l’ avvocato Antonio Mormile – vi chiedo di donare 1 euro al ‘Pellegrini’ per ogni fiore che avreste portato a mio figlio”. A riportare le dichiarazioni è l’Ansa.