Decreto Sicurezza, arriva un protocollo operativo comune per garantire un’applicazione uniforme delle nuove disposizioni nel territorio del Distretto della Corte d’Appello di Napoli. L’accordo è stato sottoscritto dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, dai procuratori della Repubblica di Napoli, Napoli Nord, Nola, Torre Annunziata, Santa Maria Capua Vetere, Avellino e Benevento, oltre che dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.
L’obiettivo del documento è favorire la condivisione di criteri interpretativi e modalità operative comuni tra gli uffici requirenti e le forze di polizia, così da affrontare in maniera coordinata le principali novità introdotte dalla riforma.
Il protocollo, come spiegato in una nota firmata dal procuratore generale Policastro, analizza alcuni degli aspetti più delicati della nuova normativa, fornendo indicazioni operative per magistrati e operatori di polizia giudiziaria.
Tra i punti affrontati c’è la disciplina dell’iscrizione delle notizie di reato nei casi in cui emerga in maniera evidente una causa di giustificazione. Il documento chiarisce che il ricorso alle nuove forme di annotazione dovrà essere limitato esclusivamente alle situazioni in cui l’esistenza della causa di giustificazione sia manifesta e non presenti margini ragionevoli di dubbio.
Ampio spazio viene dedicato anche al nuovo istituto del fermo di prevenzione, con l’individuazione dei presupposti, dei limiti applicativi e delle modalità di collaborazione tra polizia giudiziaria e pubblico ministero. Particolare attenzione viene riservata alle garanzie della libertà personale e alla tutela dei soggetti minorenni.
Il protocollo esamina inoltre l’utilizzo delle perquisizioni preventive durante le manifestazioni pubbliche, gli effetti della depenalizzazione relativa alla violazione dell’obbligo di preavviso per le manifestazioni e la nuova fattispecie di rapina aggravata commessa da gruppi armati organizzati.
Su quest’ultimo punto vengono indicati criteri interpretativi per distinguere questa nuova figura dalle altre forme di partecipazione criminale e per individuare correttamente la competenza dell’autorità giudiziaria.
Un capitolo specifico riguarda infine il monitoraggio delle eventuali criticità che potranno emergere nell’applicazione pratica della riforma. L’obiettivo è mantenere un confronto costante tra gli uffici giudiziari per aggiornare e affinare le prassi operative.
Il protocollo punta dunque a creare un quadro condiviso nell’intero Distretto della Corte d’Appello di Napoli, garantendo maggiore uniformità nell’applicazione delle nuove norme e un coordinamento più efficace tra magistratura e forze dell’ordine.


