Si è concluso con un quadro in parte ridimensionato il procedimento nato da una complessa indagine della Procura su presunte frodi informatiche, ricettazione e riciclaggio. Nel pomeriggio del 14 luglio 2026, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, ha pronunciato la sentenza nei confronti degli imputati che avevano scelto di essere giudicati con rito abbreviato.
L’esito più significativo riguarda Giovanni Lana, difeso dall’avvocato Marco Antonio Cioffi del Foro di Napoli. Il Gup ha infatti assolto l’imputato dall’accusa di associazione per delinquere, contestazione ritenuta la più grave dell’intero impianto accusatorio, con la formula “per non aver commesso il fatto”. Una decisione che esclude la sua partecipazione al presunto sodalizio criminale ipotizzato dalla Procura e che ridimensiona sensibilmente il quadro accusatorio nei suoi confronti.
Per le ulteriori contestazioni, definite con rito abbreviato, il giudice ha invece pronunciato una condanna nei confronti di Lana, infliggendo la pena di quattro anni di reclusione e 6.000 euro di multa.
La sentenza ha inoltre disposto l’assoluzione di Sebastiana Cirillo e Ernesto Maiorano dal reato contestato al capo 4 dell’imputazione, con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Per le restanti accuse sono state emesse condanne differenziate nei confronti degli imputati:
- Sebastiana Cirillo: 1 anno e 6 mesi di reclusione ed euro 4.000 di multa, con pena sospesa;
- Carmine Angelo Perna: 3 anni e 6 mesi di reclusione;
- Giovanna Perna: 2 anni e 2 mesi di reclusione ed euro 4.000 di multa;
- Michele D’Antuono: 2 anni e 2 mesi di reclusione ed euro 4.000 di multa;
- Anna Carla Cirillo: 3 anni e 6 mesi di reclusione ed euro 4.000 di multa;
- Ernesto Maiorano: 3 anni e 6 mesi di reclusione ed euro 4.000 di multa.
Il Gup ha inoltre disposto l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni nei confronti di Carmine Angelo Perna, Anna Carla Cirillo, Giovanni Lana ed Ernesto Maiorano, oltre alla condanna di tutti gli imputati al pagamento delle spese processuali e di quelle di mantenimento durante la custodia, ove dovute.
Per Sebastiana Cirillo è stata dichiarata cessata l’efficacia della misura cautelare ancora in corso.
Il giudice ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.
La vicenda giudiziaria prende le mosse da una maxi inchiesta che ipotizzava l’esistenza di un’organizzazione dedita alla commissione di frodi informatiche, ricettazione e operazioni di riciclaggio. La decisione del Gup, pur confermando condanne per le contestazioni residue, esclude nei confronti di Giovanni Lana l’accusa di associazione per delinquere, modificando in maniera significativa l’impianto accusatorio originario.
La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Marco Antonio Cioffi, ha già annunciato la presentazione dell’appello avverso la condanna relativa ai reati residui, in attesa del deposito delle motivazioni che consentiranno di conoscere le ragioni della decisione adottata dal giudice.


