furbetti Il papà di Angela da Mondello indagato, spesa o jogging invece di lavorare
La foto di Angela da Mondello e i frame del video della Finanza

Andavano a fare la spesa o jogging pur risultando presenti al lavoro. Tra i 28 furbetti del cartellino indagati per truffa e danni a ente pubblico c’è anche Isidoro Chianello, il padre di Angela da Mondello. La donna divenne nota per la frase “Non ce n’è Coviddi”.

Quindi una nuova inchiesta sui “furbetti del cartellino” investe i dipendenti del Comune di Palermo e di alcune società partecipate, in servizio presso i Cantieri culturali alla Zisa. I destinatari del provvedimento cautelare sono tutti dipendenti del Comune di Palermo (11), del Co.I.M.E. (3) e della Re.Se.T. (14). Tra di loro anche c’è anche un soggetto indagato per mafia.

LE INDAGINI SUI FURBETTI

Le indagini condotte dagli investigatori della Guardia di Finanza di Palermo-gruppo tutela mercato beni e servizi, diretto dal colonnello Gianluca Angelini. Condotte videoriprese, appostamenti, pedinamenti ed esami documentali dalle quali emergevano numerosi e reiterati episodi di assenteismo. Episodi perpetrati dai dipendenti infedeli che, secondo le indagini, dopo aver attestato la propria presenza in servizio, si allontanavano arbitrariamente dal luogo di lavoro. Dopodiché si dedicavano ad attività di natura privata e personale, come acquisiti o pratiche sportive. Molto frequenti erano poi i casi di timbrature multiple da parte di un singolo soggetto per conto di diversi colleghi che in realtà non erano presenti.

LA RIVELAZIONE MANUALE

In altri casi, invece, veniva fatto illegittimamente ricorso allo strumento straordinario della “rilevazione manuale”, che consente in caso di “dimenticanza” del proprio badge personale, di attestare la propria presenza tramite comunicazione scritta. In questo modo gli indagati pensavano di aggirare la rilevazione automatica, che tuttavia i finanzieri hanno puntualmente ricostruito. Una telecamera nascosta proprio a ridosso dell’apparecchio per la rilevazione elettronica delle presenze consentiva , in poco più di tre mesi, di registrare oltre mille casi che hanno determinato una falsa rendicontazione per un ammontare complessivo di circa 2.500 ore di servizio in realtà mai prestate.

IL VIDEO DEL BLITZ

 

 

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