HomeCronacaL'omicidio Grivano annunciato dal quartiere: "Hanno colpito Alessandro alla chiesa"

L’omicidio Grivano annunciato dal quartiere: “Hanno colpito Alessandro alla chiesa”

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Un agguato spietato avvenuto nel cuore di Porta Capuana, preceduto da mesi di minacce e da un avvertimento agghiacciante arrivato direttamente da dietro le sbarre: “Se denunciate mia sorella sarà guerra”. Questi sarebbero i terribili dettagli dell’omicidio di Alessandro Grivano, freddato con un colpo alle spalle la sera dello scorso 4 luglio. Nelle scorse ore si è costituito in Questura Ernesto Maddaloni, il 32enne di Giugliano ritenuto l’esecutore materiale del delitto. L’uomo si è presentato negli uffici di via Medina, accompagnato dai suoi legali, poche ore dopo che il gip Ambrosino aveva convalidato il carcere per la sua compagna, Immacolata ‘Eliana’ Brunetti, che si sarebbe trovata con lui sullo scooter al momento dell’agguato.

Al centro della vicenda ci sarebbe una tormentata relazione extraconiugale che la vittima aveva intrattenuto fino a un anno prima con Brunetti. Una storia finita male proprio con la sorella di Manuel Brunetti, noto ras della Paranza dei Bambini. Dalla fine di quel rapporto, la vita di Grivano e della moglie si sarebbe trasformata in inferno. Già lo scorso febbraio, Maddaloni si era spinto fin sotto l’abitazione della vittima e, non trovandolo, avrebbe esploso diversi colpi di pistola contro le finestre dell’abitazione per intimidirlo.

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La testimonianza della moglie di Alessandro Grivano

La moglie di Grivano ha raccontato agli investigatori la drammatica cronologia della sera del 3 luglio: «Ero a cena insieme a mio marito Alessandro e mia figlia G. di anni 6 a casa della suocera della cugina di A.….omissis ….. Alessandro era venuto a prenderci a casa verso le ore 21.00 con il suo motorino, un Honda SH di colore bianco, non ricordo la targa,……omissis…alle ore 00.20 circa, siamo ritornati a casa nostra a bordo dello stesso motorino. Alessandro ha lasciato me e mia figlia nella nostra casa di residenza, ma lui non è salito, dicendomi che sarebbe andato a fare un giro, ma che non sarebbe rincasato tardi, perché l’indomani avremmo dovuto portare le nostre figlie al mare. Mentre ero in bagno per struccarmi, nel contempo era rincasata anche la mia prima figlia A. di anni 14 e improvvisamente ho udito degli spari che potevano essere riconducibili a colpi di pistola, ma non ho dato molta attenzione. Tuttavia dopo poco, si sono affacciati alla finestra altri residenti del quartiere che urlavano “hanno sparato”. Al che, alle ore 00.45 ho chiamato Alessandro, ma non ho ricevuto risposta, quindi mi sono allarmata e sono scesa. Giunta all’angolo del Corso Garibaldi, alle ore 00.47, ho provato a ricontattarlo una seconda volta, ma anche in questo caso non ho ricevuto risposta…omissis…Mentre ero in strada, ho sentito numerose persone dire “hanno sparato e hanno colpito Alessandro giù alla Chiesa di S. Anna”. Quindi, senza chiedere informazioni ad alcuno, ho ripercorso la stessa stradina e mi sono diretta verso la Chiesa. Una volta giunta, ho visto Alessandro riverso a terra con una cerchia di persone intorno a lui…omissis…Mi sono avvicinata al suo corpo, ho notato che respirava a malapena, era semicosciente, poi è giunta l’ambulanza che lo ha trasportato in Ospedale…omissis……mi sono allarmata perché da qualche settimana c’erano voci del quartiere, ma anche direttamente da mio marito Alessandro, che il marito della sua ex amante voleva sparargli tale Ernesto Maddaloni...omissis».

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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