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giovedì, Agosto 18, 2022
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Assalto a ‘Cala la Pasta’, sì all’incidente probatorio per Bosti junior


E’ ritenuto uno degli autori dell’assalto al ristorante ‘Cala la Pasta’ di via Tribunali.  Patrizio Bosti, figlio di Ettore e soprattutto nipote di Patrizio uno dei capi assoluti dell’Alleanza di Secondigliano insieme a Gennaro Vitone e Giorgio Marasco furono raggiunti qualche settimana fa da ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e in carcere. Tutti giovanissimi e tutti ritenuti intranei al clan Contini. L’Arancia Meccanica contro i titolari e clienti del ristorante inizia dopo che Vitone, con la sua moto, investe la fidanzata del titolare del ristorante. L’investitore, dopo essere scappato via a piedi, ritorna per riprendersi il mezzo insieme a una ‘paranza’ di decine di giovanissimi. E’ a quel punto che si vivono attimi di forte tensione e, soprattutto violenza, con i due titolari del ristorante colpiti a calci e pugni secondo l’accusa da Bosti junior, come riportato nel provvedimento. Oltre a loro ad avere la peggio due turisti che avevano cercato di fermare Vitone. Il gip Leda Rossetti, accogliendo le argomentazioni del legale del giovane, l’avvocato Domenico Dello Iacono, ha accolto la richiesta di incidente probatorio per sentire la testimonianza dei turisti argentini malmenati durante quegli attimi drammatici. Una richiesta che punta dunque a ridimensionare le accuse a carico del rampollo e dei membri della paranza.

L’articolo precedente.«Te venimm a sparà», l’assalto a ‘Cala la Pasta’L’a

Una volta arrivati all’esterno del locale i giovani, secondo l’accusa, avrebbero cercato di far leva sulla loro appartenenza al clan offrendo anche denaro in cambio del silenzio. Al rifiuto delle persone presenti nel locale ecco sarebbe scattata la violenza con Bosti e Marasco indicati come quelli più agguerriti spalleggiati dal 34enne Luigi Capuano (un altro degli arrestati al momento latitante) che iniziò, insieme ai due, a proferire minacce contro Raffaele Del Gaudio, titolare del ristorante:«Te venimm a sparà fino a casa toja, sappiamo dove abiti, non denunciare nulla che ti mettiamo na bomba sotto o locale e finisci di stare tranquillo». Le minacce non si esauriscono soltanto a Raffaele ma investono anche suo fratello Danilo:«Vai a cucinare, tu devi stare qua dentro e devi stare zitto, io mi sono fatto quindici anni di carcere e non ci metto nulla a chiudere il ristorante e a non farti aprire domani». Quelle minacce vennero pronunciate – sostiene il giudice per le indagini preliminari Leda Rossetti nell’ordinanza con la quale ha disposto le misure cautelari eseguite dalla squadra mobile partenopea – all’indirizzo del fratello del titolare perchè quest’ultimo stava riprendendo la scena con il suo cellulare. Bosti è accusato di avere aggredito un turista argentino intervenuto per impedire che la moto venisse portata via mentre Marasco, per la Procura, avrebbe minacciato lo stesso turista con un coltello.

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