Insigne allontana il rinnovo
Insigne allontana il rinnovo

Intervenuto in collegamento al Festival di Trento, Lorenzo Insigne ha anche parlato del rinnovo del contratto con il Napoli. “Ho un contratto fino al 2022, anche se è in scadenza – come ho detto in questi giorni. Voglio stare solo concentrato sul campo, al di là delle altre situazioni c’è il mio procuratore che ha parlato con il presidente – ha detto l’attaccante napoletano -. Non è una questione facile“.

I discorsi tra le parti vanno avanti da mesi, ma una svolta è attesa per forza di cose entro la fine 2020. L’ultima mossa del Napoli sono due proposte: una più ricca in caso di qualificazione alla prossima Champions, una meno se l’obiettivo non dovesse essere centrato. In entrambi i casi, Insigne dovrebbe ridursi l’ingaggio da 4,5 milioni di euro. Un ostacolo, come confermato le sue parole odierne, non facile da superare.

Insigne allontana il rinnovo

Lorenzo Insigne, capitano del Napoli e attaccante della Nazionale, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, collegato telematicamente insieme al commissario tecnico Roberto Mancini, tornando sulla sconfitta con la Spagna e sul trionfo gli Europei: “Il giorno dopo è sempre lo stesso, dispiace non avere vinto, non ci possiamo buttare giù. Fra due giorni c’è un’altra partita, contro una squadra forte, dobbiamo mantenere l’entusiasmo alto e continuare con il sorriso. Anche se pareggi la partita prima devi comunque essere contento. Stiamo lavorando per una grande prestazione domenica”.

Subito gol, per Insigne e Immobile. A Pescara facevate avanti e indietro da Napoli insieme. “È stata una grandissima emozione, non dico che non fossimo tesi ed emozionati. Per noi è stata una grandissima responsabilità, ma eravamo consapevoli della nostra forza e sapevamo di poter fare qualcosa di importante. Dopo la finale eravamo a piangere io, Immobile e Verratti. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto, ma ora dobbiamo fare meglio”.

Avevamo uno spirito diverso dagli altri, quel cemento che si è creato vi ha dato qualcosa in più. Quando si è accorto che il gruppo era granitico? “Ci siamo accorti molto prima di Italia-Svizzera. Quando entravamo a Coverciano era come una famiglia, su Whatsapp il gruppo rimane sempre, ci sentivamo praticamente ogni giorno. La forza di un gruppo unito, scendere in campo con il sorriso… C’era grande entusiasmo, il segreto era trasmetterlo in campo”.

Pessina si guardava con Locatelli e si chiedeva dove fossero capitati con le vostre canzoni. C’è qualcuno dei suoi compagni che pensavi meno allegro e scherzoso? “Sin dal primo giorno ci siamo messi subito a scherzare. Noi ascoltiamo, prima delle partite, le stesse canzoni che ci hanno portato bene”.

Dopo il gol di Arnautovic in Italia-Austria che sensazione avete avuto? “Il mister ce lo aveva detto che era una partita difficilissima, erano aggressivi e correvano tanto. Quando abbiamo preso il gol ci è crollato il mondo addosso, fortunatamente era in fuorigioco, ci siamo un po’ liberati. Il mister ci aveva messo al corrente, siamo stati fortunati di passare il turno, ci ha permesso di continuare il percorso”.

Perdete Spinazzola in Italia-Belgio: cosa vi ha dato rimanendo con le stampelle con voi? “Spina ha lasciato un grande ricordo, lo videochiamavamo dopo la partita. Per noi è stato un giocatore fondamentale. Alle volte, quando non tornavo indietro, sapevo di essere coperto. Gli sono andato vicino quando è caduto, pensavo fosse una cosa semplice… Anche da infortunato sempre vicino a noi”.

È stato sostituito in finale con l’Inghilterra, altrimenti l’avrebbe tirato il rigore? “Fossi stato in campo mi sarei preso la responsabilità. Poi abbiamo un grande portiere… Ne abbiamo sbagliati due in finale, lui ne ha parati tre. È stata la nostra fortuna avere Gigio in porta”.

Fabian Ruiz la prenderà in giro?

“No, gli avrei dedicato il gol (ride, ndr). Era un peccato non fosse convocato”.

Aumenta la concorrenza di ruolo con Zaniolo.

“Non c’è concorrenza in Nazionale, chi va in campo deve dare tanto, ripagare la fiducia e mettersi a disposizione dei compagni. Come ha detto il mister abbiamo giocato tutti, abbiamo dato il contributo”.

Il prossimo Mondiale lo giocherai da calciatore del Napoli?

“Ho un contratto fino al 2022, anche se è in scadenza – come ho detto in questi giorni – voglio stare solo concentrato sul campo, al di là delle altre situazioni c’è il mio procuratore che ha parlato con il presidente. Non è una questione facile”.

 

 

 

 

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