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giovedì, Ottobre 6, 2022
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«Ma che vuole?», ‘svelato’ il rischio faida sull’asse Fratta-Arzano-Scampia


Una sete di potere. Divenuto un vero e proprio sogno di conquista. Quello del gruppo di Pasquale Landolfo ‘o scagnat riportato nelle pagine del decreto di fermo che nei mesi scorsi ha smantellato il suo gruppo rivelando le alleanze e gli accordi tra i gruppi dell’hinterland partenopeo sull’asse Arzano-Frattaminore-Frattamaggiore. Una ricostruzione che, molto probabilmente, si arricchirà di nuovi retroscena grazie ai verbali di Pietro e Pasquale Cristiano, a capo del gruppo della 167 di Arzano, e neo collaboratori di giustizia. Landolfo, alleato con i Monfregolo e in guerra proprio contro i Cristiano-Mormile cacciati da Arzano (leggi qui l’articolo) ben presto entrò in rotta di collisione con i Ciccarelli del Parco Verde di Caivano, gruppo storicamente alleato con gli scissionisti di Scampia. Questo perchè il gruppo del Parco Verde voleva imporre a Landolfo l’acquisto della loro droga per rifornire la piazza di via Turati: lo si evince da una serie di intercettazioni in cui si evince tutto il disappunto di Landolfo e dei suoi. Nelle intercettazioni a parlare c’è anche Francesca Cipolletti, che, secondo la Procura, gestisce una delle piazze. La donna racconta delle pretese avanzate qualche giorno prima da Massimo Ciccarelli:«Scagnato adesso possiamo capire un ‘altra cosa! Ma quello cosa vuole? Ma che va trovando?». Pasquale riporta alla “zia” la richiesta avanzata dal Ciccarelli: «Ha detto che noi dobbiamo prendere la droga anche da lui».

La rivalità tra i Landolfo di Frattaminore e i Ciccarelli di Caivano

Con grande disappunto Cipolletti domanda:«Perché dobbiamo prenderlo di la, chi glielo ha detto!Dove sta scritta questa cosa!». Poi ancora:«Ma lui sta nel Parco Verde e perché non rifornisce Caivano! Se tiene questo potere…quello è un vigliacco sono andato li sopra, non mi ha detto niente, quando andai li sopra a parlare stava lui e tutti i ragazzi attorno». A parlare del tentativo dei caivanesi di mettere le mani sulla piazza di Frattaminore c’è anche Assunta Esposito, moglie dello stesso Landolfo:«Quelli vennero qua il giorno della perquisizione e dissero “Pasquale noi vogliamo a te”….ha detto “devi essere tu a decidere”…Pasquale disse “no io non decido nulla”….perché proprio quel Ciro parlava e disse “ma sino ad ora ha venduto Vincenzino e Pitt stik qua e non avete detto nulla». Nella conversazione interviene poi anche Antonio Martino, anch’egli raggiunto dal provvedimento di fermo che chiarisce:«Volevano che il crack, dicevano che se la dovevano prendere dai. Il problema con il Parco Verde lo tengono loro con noi …no noi con loro. Lo sai che facciamo, con Arzano scendiamo e buttiamo il parco a terra»«Da tale affermazione – come specificato nel provvedimento di fermo – si evince l’intenzione del gruppo di allearsi con il clan di Arzano e di dichiarare guerra ai cartelli del Parco Verde».

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