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lunedì, Giugno 24, 2024
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L’allarme di don Patriciello: “Cittadini di Caivano minacciati, ora la mia chiesa e l’oratorio sono vuoti”

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L’aria a Caivano è cambiata. E si è fatta più pesante. Specie dopo l’iniziativa, da parte della Procura del Tribunale di Napoli Nord di violare i “santuari” dei clan, dal momento in cui è stato messo fortemente in discussione il diritto ad un alloggio nella famigerata 167, considerata la più grande piazza di spaccio d’Europa. E del Governo di provare a riportare la legalità in quei luoghi.

La denuncia di Patriciello: “Minacce verso i cittadini, la mia chiesa e l’oratorio ora sono vuoti”

E che qualcosa sia cambiato nelle ultime settimane, a seguito dell’annuncio delle centinaia di sfratti, lo testimonia l’appassionata omelia tenuta domenica mattina da don Maurizio Patriciello dall’altare: “Guardate questi banchi: la chiesa si svuota. Chi sono le persone che vorrebbero occuparla? Perché i vostri figli non vengono più all’oratorio?”. 

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Le parole pronunciate dal parroco anti-camorra, fanno seguito ai tanti, troppi segnali allarmanti registrati nelle ultime settimane. Non tanto e non solo per le reazioni dei clan all’accresciuta azione dello Stato nei luoghi, sotto forma di interventi per il sociale e attraverso la presenza massiccia e continua delle forze dell’ordine in loco quanto per il timore di molte famiglie vicine ad ambienti malavitosi di dover rinunciare al privilegio acquisito negli anni di possedere una casa in quel bronx che è andata oltretutto dotandosi nel tempo di “servizi”, cancellate, attici là dove possibile, sorti tutti in maniera abusiva. Abusi che si aggiungevano via via all’abuso di restare in quei luoghi.

“Chi sono questi camorristi? E a chi vogliono cercare di far paura?”

Domani a Caivano arriverà il prefetto di Napoli Michele Di Bari. Una visita programmata proprio per incontrare i rappresentanti delle famiglie che temono gli sgomberi prima annunciati dalla Procura e poi rinviati. “Chi ha messo in giro le voci che sarei stato io a determinare questi sgomberi?”, ha chiesto dall’altare il sacerdote. “E perché? Sicuramente non sono persone perbene ma persone per male. E perché si impedisce alle persone di venire liberamente a messa, ai bambini di frequentare il nostro oratorio? Sta accadendo qualcosa di terribile”, ha aggiunto don Patriciello.

Il parroco del Parco Verde ha poi reso nota una sensazione che l’ha aggredito di recente. “Ero fuori Caivano per una serie di questioni ed ho potuto seguire dalle telecamere di videosorveglianza della chiesa il passaggio di due auto ed il loro sostare qui nei pressi a tutte le ore? Vogliono forse occupare la chiesa? Non c’è bisogno, do loro le chiavi”, ha affermato. “Vorrei sapere chi sono questi camorristi. A chi e perché vogliono fare paura. Certamente non a me”, ha concluso don Patriciello. Che domani incontrerà con i cittadini della 167 il prefetto per un altro difficile tentativo di mediare tra le ragioni dello Stato e quelle della gente del posto.

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