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mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Latitante arrestato a Roma, domani interrogatorio per Giuseppe Savino


Si terrà nel carcere di Regina Coeli l’interrogatorio di garanzia di Giuseppe Savino, il 45enne indicato come vicino ai Formicola arrestato ieri in un ristorante di Roma. L’uomo, originario del Bronx di San Giovanni a Teduccio, si è visto notificare una nuova ordinanza in carcere perchè trovato ieri in possesso di documenti falsi. Il processo per direttissima che avrebbe dovuto affrontare nelle prossime ore è stato rinviato a metà settembre e così è stato emesso il provvedimento cautelare. Sul suo capo pende un’accusa di reimpiego di capitali (con il gip che escluse l’aggravante in sede di emissione della misura): per la Procura di Napoli avrebbe riciclato e realizzato complesse operazioni finanziarie al fine di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi derivanti dalla commercializzazione di carburanti tramite alcune società fantasma. L’inchiesta era quella sulla Sma.

L’accusa sul capo di Savino

L’altra accusa che pendeva a suo carico, e cioè quella di associazione a delinquere per i Formicola, contestata nel maxi blitz di qualche mese fa contro i clan di Napoli est fu annullata al Riesame: merito dei suoi legali, gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo, che convinsero delle loro argomentazioni i giudici del tribunale della libertà. Qualche anno fa la stesso Savino fu trovato a bordo di una vettura blindata e materiale comunemente in dote alla polizia: il tribunale, in sede di sentenza, anche in quell’occasione diede ragione ai suoi legali ed escluse qualsiasi l’aggravante dell’associazione.

L’articolo precedente: la rottura tra i Formicola e i Silenzio

Una questione di soldi. E’ quella alla base di una delle spaccature più clamorose degli ultimi tempi nella criminalità organizzata partenopea, quella tra i Formicola e i Silenzio. Particolare contenuto nella maxi ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha mandato in carcere 37 tra ras e gregari dei gruppi di San Giovanni a Teduccio. I primi dissidi sorgono quando Assunta Formicola racconta alla madre che l’ex marito Franco (Silenzio Francesco n.d.r.) le ha mandato a dire che vuole dei soldi altrimenti si arrabbia e la madre Maria Domizio risponde con ironia dicendole che allora “la potrebbero sparare i fratelli del marito”. Nelle intercettazioni la Formicola racconta che la mamma dei Silenzio ha raccomandato ai figli di risolvere la questione al momento della scarcerazione.

La spaccatura nel ‘Bronx’

In un’altra intercettazione uno dei ras di via Taverna del Ferro, il famigerato ‘Bronx’ di San Giovanni a Teduccio,  racconta le preoccupazioni di Antonio Silenzio in relazione ad una futura scarcerazione del padre Francesco, lo stesso evidentemente informato circa il tenore di vita sostenuto dal figlio pretende che gli siano corrisposte somme di denaro più elevate e più idonee ai guadagni familiari. Con la scarcerazione di Silenzio infatti, nel mese di dicembre 2017, si ha la rottura definitiva. La famiglia Formicola viene allontanata dal Bronx. Dopo una serie di scorrerie armate nel quartiere poi nel gennaio del 2018 viene uccisa Annamaria Palmieri ‘Nino D’Angelo’, donna di fiducia della Domizio e della Formicola.

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