Salvatore Romano, il ras dei Mele di Pianura, oltre a rivelare i particolari dell’omicidio di Rodolfo Zinco ha spiegato agli inquirenti quali erano i dubbi di Genny Carra e Patrizio Allard, presunti omponenti del gruppo di fuoco per quelli della ’44’, ossia il clan Cutolo. «Patrizio diceva che lo avrebbero “pagato” perché si erano dovuti allontanare a piedi in quanto la vettura di appoggio non funzionava. Lui e Carra erano convinti che avrebbero “pagato” anche perché lo stesso Giannelli poco dopo l’omicidio era stato fermato un controllo dalla polizia o comunque era stato individuato dalle telecamere nel luogo in cui era stato commesso».

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Oltre a Genny Carra fondamentali per la ricostruzione dell’omicidio di Rodolfo Zinco si sono rivelate le dichiarazioni di un altro pentito eccellente della mala flegrea, Salvatore Romano ‘muoll muoll’, ex pezzo da novanta del clan Mele di Pianura (leggi qui l’articolo). Nel verbale del dicembre 2017 (a pochi mesi dal suo pentimento) descrive minuziosamente le fasi organizzative ed esecutive dell’agguato a Cavalleggeri d’Aosta. Poi Romano riporta ai magistrati anche un episodio significativo del coinvolgimento di quelli della ’44’ nel delitto. Oltre ad Alessandro Giannelli sono indagati per quel delitto anche Maurizio BitontoAntonio Calone (poi scarcerato al Riesame), Genny Carra e Ciro Pauciullo.

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