‘Matteo Farina infiltrato di Dio’, è di Avellino il 18enne che il Papa vuole far Santo

E’ nato alla clinica Malzoni di Avellino il 19 settembre 1990 Matteo Farina, il giovane che il Papa vuole fare santo e che è prematuramente scomparso a seguito di un cancro al cervello il 24 aprile 2009. Ricordato come un “infiltrato di Dio tra i giovani”, Matteo ha vissuto intensamente il Vangelo nella sua, purtroppo, breve esistenza. Per questo motivo Papa Francesco, dopo aver ricevuto in udienza il prefetto della Congregazione dei santi, Angelo Becciu, ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche. Cresciuto a Brindisi, Matteo era tornato ad Avellino nel 2003. Questa volta in una struttura, perché nel 2003 a causa di forti mal di testa e problemi alla vista si sottopose a delle visite specialistiche prima in Italia e poi in Germania, ad Hannover, dove gli fu diagnosticato un tumore al cervello. Visse la malattia, le pesanti terapie e gli interventi invasivi – l’ultimo gli lasciò una paralisi al braccio e alla gamba sinistra – con un spirito soprannaturale che commosse e illuminò chi gli stava vicino. «Dobbiamo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma non nella tristezza della morte, bensì nella gioia di essere pronti all’incontro con il Signore!» disse poche settimane prima di salire al cielo. Pur non potendo più esprimersi con le parole, alla domanda della madre di offrire la sua grande sofferenza per la salvezza delle anime, fece cenno di sì con la testa e con gli occhi. Diventato Servo di Dio nel giorno del suo compleanno del 2017, nei mesi successivi sono state raccolte dal Tribunale Ecclesiastico dell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni le testimonianze che lo vedono ora a un passo dalla santità, grazie al suo impegno per il prossimo e contro le ingiustizie sociali ed economiche. Ma soprattutto contro i falsi miti che spesso illudono i giovani e che lo portavano a scrivere nel suo diario: «Mi piacerebbe riuscire ad integrarmi con i miei coetanei senza essere però costretto a imitarli negli sbagli. Vorrei sentirmi più partecipe nel gruppo, senza però dover rinunciare ai miei principi cristiani. È difficile ma non impossibile».