Tutti a processo ras e gregari del gruppo Cifrone-Tipaldi, quelli della ‘Miano di sopra’. La richiesta del pubblico ministero Alessandra Converso al gip del tribunale di Napoli che ha accolto la richiesta di giudizio immediato per i protagonisti della stagione di terrore culminata con il maxi blitz dello scorso ottobre contro la cosca ‘erede’ del clan Lo Russo. A processo dunque i vertici del gruppo tra cui i cugini Luigi e Gaetano Cifrone, il ras Salvatore Cifrone, Gaetando Tipaldi indicato come una sorta di ’eminenza grigia’ del gruppo che per mesi è stato in guerra con i Balzano-Scarpellini-D’Errico, quelli di ‘Abbasc Miano’. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Ma anche estorsione, minaccia, detenzione e porto di armi e munizioni. Tutti reati sono aggravati dal fine di avvantaggiare il sodalizio camorristico.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il sistema mediante il quale il gruppo criminale ha sottoposto undici esercenti ad estorsioni attraverso intimidazioni di stampo mafioso. Ha imposto loro la fornitura di generi alimentari e costringendoli, con la violenza, ad astenersi dal vendere nella zona sotto controllo del clan. A processo oltre ai vertici del clan anche Mario Barbaro, Claudio Colmayer, Assunta Covelli, il pentito Luca Covelli, Stefano Di Fraia, Luigi Di Pinto, Umberto Fiorillo, Martino Fuiano, Gaetano Gervasio, Marco Guerra, Giuseppe Marciello, Ciro Milano, Salvatore Scarpellini, Pasquale Pelliccia, Pasquale Scotto, Raffaele Scotto, Luigi Staiti, Salvatore Varriale.

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