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martedì, Settembre 27, 2022
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«Napoleone non era corretto», il ‘doppio gioco’ del ras nei verbali di Pasquale Cristiano


Pietro Cristiano, il neo collaboratore di giustizia che insieme a suo figlio Pasquale, sta facendo tremare mezza area nord con le sue dichiarazioni, di lui non si fidava. Lo considerava «troppo cattivo, con tante ambizioni». Renato Napoleone non godeva della piena fiducia dei ‘vertici’ del gruppo delle palazzine di Arzano: a ribadirlo lo stesso ex capoclan nei suoi verbali ‘arricchiti’ dalle precisazioni del figlio sul ras che, a detta sua, pur dipendendo formalmente da Melito e dai vertici degli Amato-Pagano, non aveva proprio tanta lealtà nei confronti della ‘cosca madre’. C’è anche questo inedito retroscena nei primi verbali dei ‘Pitstik’ che hanno chiarito come la vicinanza di Napoleone sia stato il fattore decisivo per la ‘presa di Arzano’.

La vicinanza agli Amato-Pagano e le rivelazioni di Pasquale Cristiano

Nel verbale dello scorso 8 giugno Pasquale Cristiano racconta ai magistrati della spaccatura in seno al cartello scissionista e del ruolo di Napoleone spiegando che il ras aveva tenuto all’oscuro Rosaria Pagano delle sue ambizioni su Arzano:«All’epoca avevamo rapporti con il clan Amato-Pagano; c’era stata una spaccatura tra le famiglie Amato e Pagano, me ne parlò Napoleone che non voleva far sapere a Rosaria Pagano di essersi impossessato di Arano. Anche per questa ragione indicavano me e Monfregolo come i veri reggenti, indicandoci come “compagni loro”. Il fatto è che Napoleone, Gambino e Russo prendevano già lo stipendio dagli Amato-Pagano e poi lo prendevano anche da Arzano. In teoria dopo averla conquistata avrebbero dovuto portarla al clan: Napoleone era dalla parte degli Amato ed ha “conquistato” Melito, nel senso che si era sottratto dalla dittatura dei “maranesi”, capeggiati da Mario Riccio. Russo Francesco Paolo, prima era vicino a Riccio Mario, Napoleone mi ha raccontato di averlo salvato perché lui era uno dei killer di Riccio che aveva molta paura che potesse pentirsi e voleva anche ucciderlo. Napoleone gli disse di non andare agli appuntamenti chiesti da Mariano La conferma l’ha avuta lo stesso Russo in seguito all’omicidio Ruggiero.  Dopo l’arresto di Napoleone ci fu un periodo di particolare confusione in quanto si sono succeduti molti reggenti in un breve periodo. Tra i quali ricordo che Elia Cancello e Pietro Caiazza sono durati per più tempo. Poi Cipressa, detto Peppaccio, tale Letto che si occupava delle bonifiche. Dopo l’arresto dei fondatori non mi fidavo più di andare a Melito, erano loro a venire ad Arzano. Per un periodo è stato reggente anche Mimmo Amato che era addirittura minorenne perché era della famiglia e se lo portavano dietro, in particolare Claudio Cristiano detto Bisio».

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