Napoli-Barcellona, Gattuso carica gli azzurri: “Nessuna gabbia su Messi, faremo la partita della vita”

Il Napoli si prepara agli ottavi di finale Champions, la squadra di Gattuso affronterà il Barcellona di Leo Messi. Queste le parole del tecnico azzurro nella consueta conferenza stampa della vigilia, si parte da un pensiero all’emergenza sanitaria che sta colpendo il nostro Paese: “Siamo vicini alle persone contagiate, al governo per quello che sta facendo e speriamo che la problematica possa essere risolta“.

Ansia per il debutto in Champions? “Non parlerò delle sconfitte del Barcellona contro Psg, Roma e Liverpool, se andate a vedere la storia di chi scenderà in campo hanno vinto tutto, le problematiche societarie gli fanno il solletico. E’ una squadra di marziani, dobbiamo fare la partita della vita. Con Setien sto rivedendo un Barcellona che non si vedeva nell’ultimo anno e mezzo, che vuole palleggiare ma che va alla riconquista della palla con veemenza e forza. Se vuoi fare la pressione alta con il Barcellona, gioca con undici uomini, col portiere, in superiorità numerica quando ha palla. Gli avversari a volte li vanno a prendere a uomo ma c’è comunque superiorità numerica, è impressionante come attaccano lo spazio, provano sempre a farti male. Mi è piaciuta come l’ho vista nelle ultime quattro, cinque partite”.

Insigne è un campione, può fare la differenza? Non scopro io la sua tecnica, ma non avendo grande fisicità, ha un motore importante, fa 12km, ripiega, è intelligente tatticamente, deve migliorare da capitano nell’essere coerente su tutto quello che fa, farsi sentire, non parlare sempre, ma quelle poche volte entrare nell’anima, un qualcosa che deve migliorare. Mi ha sorpreso perché è molto intelligente, non solo quando ha la palla“.

Come si fa a fermare Messi?Ho letto gabbia, non gabbia, ma noi dobbiamo giocare di collettivo. Messi è un grande, pure Lorenzo ha detto che è il più grande, lo è da anni, ma è il migliore per come ha vissuto tutta la sua carriera, è un esempio mondiale, per i bambini, sempre perfetto, importante per lo sport“.

Ha richiamato il Gattuso giocatore? “Stamattina ho ripensato a tutto ciò che ho fatto, ho pensato Creta, Sion, Pisa, tutti i sacrifici per giocare una gara così importante. Ho chiamato il Gattuso allenatore, non quello giocatore, con tutte le problematiche avute. E pure se non ci siamo arrivati noi qui, come gruppo di lavoro ce lo siamo meritati”.

Visto che il Barça aggredisce, partirà meno dal basso? “Lo vedrete domani…”

Come ha conquistato la squadra? “Col lavoro quotidiano, la coerenza, far vedere che ciò che proponi ha un senso, la cosa più brutta è dire a quei 3-4 giocatori fuori lista che non ci saranno”.

E’ più facile preparare le gare da giocatore o allenatore? “Nettamente più difficile oggi. Col Barcellona negli ultimi anni quando finiva la gara ci dicevamo ‘noi facciamo un altro sport’, avevamo vinto anche tanto, ma facevamo tante corse e Xavi e compagni non te la facevano prendere, per 4-5 giorni dicevi ma come facciamo a giocare a calcio, quegli anni portò qualcosa di nuovo”.