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mercoledì, Maggio 25, 2022
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Napoli. Risulta per sbaglio positivo al tampone, ora è costretto alla quarantena: «Non so come fare»


L’ingegnere napoletano Alexandros Paipais costretto in quarantena per il risultato sbagliato di un tampone: “Sono positivo solo per l’Asl”.

Il “falso positivo” e le dichiarazioni di Paipais 

La storia del 38enne inizia l’11 dicembre quando si reca in una nota clinica privata napoletana, per effettuare un tampone in vista di un intervento. Paipais è ingegnere presso un’azienda di Pomigliano d’Arco, residente a Napoli e domiciliato a San Giorgio a Cremano. Il primo tampone molecolare svolto nella clinica privata risulta positivo, mentre invece il tampone della sua compagna è negativo. La positività del primo tampone effettuato ha però insospettito l’ingegnere. Sempre rispettoso delle norme anti covid e privo di qualsiasi sintomo il 38enne decide di ripetere il tampone, ma cambiando laboratorio d’analisi. Entrambi i tamponi, svolti uno in un laboratorio e un altro a domicilio, sono risultati negativi. Per l’Asl però non è così, tiene conto infatti solo del risultato del primo tampone effettuato, quello positivo. 

Io sono molto scrupoloso, metto sempre la mascherina e per sicurezza non mangio nemmeno più alla mensa aziendale“, racconta Paipais, continuando: “per questo quando mi è arrivato il messaggio che ero positivo mi è sembrato subito strano e ho voluto approfondire“. Sceglie quindi di fare un’ulteriore tampone, al quale risulta negativo. Annuncia subito alla clinica l’esito negativo, richiedendo così di poter effettuare l’intervento. La clinica però “rigetta” la richiesta sostenendo che l’unico tampone valido rimane quello effettuato presso le loro strutture. A nulla è servito richiedere di ripetere il test in clinica, la risposta è sempre stata no.

La scelta dell’Asl sul primo tampone 

L’Asl, dopo aver ascoltato la storia ha confermato. Pare infatti che per loro sia valido il primo tampone positivo, non importa che gli altri siano negativi. In poche parole anche se il primo dovesse essere un falso positivo per l’Asl ha valore quello. Paipais e la sua compagna sono costretti quindi a 10 giorni di quarantena e ad effettuare il tampone di controllo il 21 dicembre. Paipais ,sotto consiglio di un’avvocato, si è chiuso in casa per procedere con la quarantena. Ha fatto inoltre un ulteriore tampone domiciliare, anch’esso negativo. “Ho green pass valido per i tamponi negativi e super green pass, avendo fatto due dosi di vaccino” spiega.

Il problema più grande rimane un altro però: la possibilità di fare la terza dose è ormai negata a Paipais. Infatti il tampone che dovrà ripetere il 21 dicembre sarà con molta probabilità negativo, ottima notizia, ma che porta una conseguenza spiacevole. Come lui stesso racconta: “siccome all’Asl risulta che sono stato contagiato non potrò fare la terza dose di vaccino, avendo fatto la seconda a luglio e scadendo i 5 mesi in questi giorni“.

La cosa che preme di più a Paipais è infatti proprio questa, non poter effettuare la terza dose di vaccino e quindi convivere “Con il rischio di contagiare me e i miei cari.

 

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